Chiariamoci bene su cosa stiamo andando a votare, e su cosa non votiamo

Non stiamo andando a votare per uscire, o meno, dall’euro. A prescindere che siamo a favore o contro la permanenza dell’Italia nella moneta unica, il voto del 25 maggio non eleggerà persone con il potere di decidere su questa cosa. Si può dare un segnale politico, certo, ma non si avranno altre conseguenze perché gli eurodeputati sui questa cosa non hanno alcun potere. Sia chiaro.

I parlamentari europei hanno invece poteri decisivi su altre materie di estrema importanza per la nostra vita di tutti i giorni, quindi sarà importante scegliere “in che mani ci andiamo a mettere”, perché saranno i deputati a scegliere (in concorrenza con il Consiglio) quanta sicurezza dovrà essere garantita alla bicicletta che useranno i nostri figli o alle automobili che guideremo noi, o alle medicine che tutti assumeremo. Saranno i deputati a stabilire quanto di italiano ci dovrà essere nei prodotti marchiati “Made in”, e quali sono le norme di sicurezza nelle scuole. Dovranno anche parlare di economia, dovranno far sentire la voce degli elettori europei davanti ai governi, certo, e qui hanno il potere di dire che certe norme, non so, sul controllo dei bilanci nazionali, sono poco o troppo rigide, ma non potranno decidere sulle politiche di austerità, perché non è nelle loro competenze.

E’ fondamentale per ognuno di noi sapere cosa possiamo decidere in quella cabina, e possiamo decidere su chi determinerà le regole che fanno muovere il nostro quotidiano, come le norme sulla privacy su internet o i rimborsi se il nostro aereo non parte. O anche come fare ricorso se un venditore su internet riteniamo ci abbia imbrogliati. E’ il Parlamento che ha, grandemente, determinato le norme sulla Politica agricola, la questione che assorbe la maggior quota delle risorse dell’Unione, e che determina la nostra sicurezza alimentare, oltre che la qualità dei nostri cibi.

Non ha grandi poteri in materia di politica estera il Parlamento europeo, ma ha l’ultima parola sul Bilancio dell’Unione, cioè su quanti soldi gli Stati trasferiscono a Bruxelles e su come poi Bruxelles li impegna. Come anche ha poteri sui trattati commerciali internazionali, che deve approvare perché entrino in vigore, come sarà il prossimo anno con quello, molto discusso, con gli Stati Uniti. E poi ci sono i fondi strutturali, la sanità, le politiche ambientali, la tutela dei consumatori, la sicurezza energetica ed anche la gestione dei rifiuti. Il nostro quotidiano, insomma.

Il 75 per cento delle legislazioni nazionali, è stato stimato, dipende dalle regole fissate a Bruxelles, anche dai nostri deputati, dunque è importate il 25 maggio tenere presente che si va ad eleggere qualcuno che, in qualche modo, sarà “in casa” di ognuno di noi per i prossimi cinque anni. Facciamolo con attenzione.

(Lorenzo Robustelli, editoriale per Eunews.it)

Immagine: elaborazione Buongiorno Slovacchia

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