Cervelli in fuga: da disoccupati a Udine a designer in Cina

“La storia di Davide Bonanni e Alice Zuliani è quella di due ragazzi udinesi, neanche trentenni, che quasi due anni fa hanno preso armi e bagagli e si sono trasferiti in Cina per cercare fortuna. Ma è anche la storia di due rappresentanti della nuova emigrazione italiana e friulana che non esporta all’estero manovalanza a basso costo, ma professionisti altamente specializzati che, in Italia, non trovano sbocco: Davide è laureato in design industriale a Treviso, Alice in economia aziendale a Udine”. Così scrive Mattia Pertoldi dalle pagine de Il Messaggero Veneto.

“I due, dopo un paio d’anni di porte chiuse in faccia dalle aziende locali, nell’agosto 2012 si imbarcano su un volo con direzione Tsingtao, metropoli di 8 milioni di abitanti sulla costa cinese a metà strada tra Pechino e Shanghai.

“È la nuova frontiera – spiegano – in Cina la “fame” di designer, architetti e fotografi europei è ancora altissima”. Davide e Alice partono senza la certezza di un impiego certo. Passano i primi mesi tra colloqui e lavori saltuari fino a quando non decidono di mettersi in proprio e trovano un investitore locale che crede nelle loro idee e finanzia lo “spin off” della Bozu (acronimo dei due cognomi). Davide è la mente creativa, Alice sviluppa i contatti e nell’ottobre 2012 l’azienda sbarca a Shanghai alla fiera “100% design” per presentare i propri cataloghi di complementi d’arredo e il nuovo “concept”: creare italiano direttamente in Cina.

Le idee e i prodotti piacciono parecchio, la produzione è tosta – con lo stesso Bonanni che passa giornate intere nei centri di produzione a spiegare agli operai cinesi come si assemblano gli oggetti – ma le soddisfazioni non mancano. Non soltanto perché a settembre 2013 i prodotti sono pronti, ma in quanto, nel frattempo, il marchio Bozu è stato sponsorizzato da Design milk – uno dei più importanti blog mondiali del settore – e apparso su Vanity Fair e Marie Claire.

Così quando nel corso dello stesso mese Davide e Alice si presentano al Macef di Milano – il salone internazionale della casa – Bozu è conosciuto. Si creano contatti e, finalmente, si comincia a vendere. In Italia – Udine, Milano e Torino – e soprattutto all’estero: Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Hong Kong (nuovo quartier generale dell’azienda), Malesia, Australia e Nuova Zelanda. Il lavoro viene ripagato concretamente con il corollario dell’invito, a febbraio, alla fiera Ambiente di Francoforte dove Davide ed Alice sono stati gli unici italiani a partecipare all’evento Talent, dedicato agli emergenti.

“Non è stato facile – dicono – ambientarsi in Cina e, per molti versi, continua a essere molto dura. L’Italia ci manca, ma abbiamo fatto la scelta giusta. Nessuno ti regala nulla, nemmeno dall’altra parte del mondo, ma almeno qui abbiamo avuto la possibilità di metterci in gioco e provare a creare qualcosa di nostro”. E le soddisfazioni continuano ad arrivare.

A Francoforte, infatti, Bozu è stata scelta da Paul Smith per i propri negozi monomarca d’abbigliamento in Gran Bretagna e negli Usa e, da ultimo, selezionata da Designboom tra migliaia di aziende in concorso per essere inserita all’interno delle 30 realtà che esporranno al Designboom Mart di New York questo fine settimana”.

(Fonte Aise)

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