Globsec 2014, Fico: no ad altre sanzioni UE alla Russia: ne pagheremmo il conto noi

Nel suo intervento al forum di sicurezza Globsec, durante un panel specificamente dedicato ai quattro paesi membri del Gruppo di Visegrad (tre dei quali – Slovacchia, Polonia e Ungheria – sono confinanti con l’Ucraina) al quale erano presenti i quattro capi di governo, il Primo ministro slovacco Robert Fico ha detto ieri di non concordare con una terza fase di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia, in quanto ulteriori misure potrebbero toccare interessi sensibili del Paese e anche danneggiare la crescita economica della Slovacchia in modo significativo.

Del resto, ha detto, la sua posizione non è differente da quella di altri politici di alcuni paesi membri dell’UE: il pacchetto di sanzioni in preparazione, ha sottolineato, sta ricevendo “enorme ostilità” anche da altri stati, e le sanzioni rischiano di avere un effetto particolarmente dannoso non solo per l’economia europea, ma soprattutto per le economie dei paesi che sono vicini dell’Ucraina. Le stime di crescita per la Slovacchia sono di un +3,1% del PIL nel 2015, ma se vengono approvate sanzioni più forti la crescita crollerebbe all’1%, secondo il Premier.

Fico ha continuato con definito ipocriti alcuni dei paesi membri più grandi dell’UE: se parliamo di solidarietà all’Ucraina, ha detto, la Slovacchia è pronta a fare quanto è in suo potere, ma altri non lo sono. I francesi stanno per vendere ai russi delle navi militari per oltre 1,2 miliardi di euro, e aziende di Germania, Francia e Italia hanno firmato un contratto con Gazprom per il gasdotto South Stream che bypasserà l’Ucraina, e anche la Slovacchia. Va bene parlare di solidarietà con l’Ucraina, ha rimarcato, ma deve essere espressa da tutta l’UE in modo unito.

Collegandosi a quanto detto dal collega, anche il Premier ungherese Viktor Orban si è retoricamente chiesto perché l’Europa Centrale e Orientale dovrebbe rinunciare alla possibilità di una cooperazione economica con la Russia, una questione che tocca principalmente gli interessi dei nostri paesi in quest’area geografica, e molto meno gli altri membri dell’UE, ha sottolineato Orban. Il comportamento della Russia in Ucraina non è in linea con il diritto internazionale, e noi intendiamo rispettare gli impegni NATO e lavorare per una migliore politica energetica, ma la nostra ipocrisia ci sta portando in altre direzioni: l’UE non ha fatto nulla per diversificare le sue risorse energetiche ridurre l’attuale dipendenza energetica dalla Russia della regione centro-orientale dell’Europa.

Da parte sua il Primo ministro polacco Donald Tusk ha detto che la storia insegna che la presenza della NATO riduce il rischio dell’insorgere di conflitti. E dunque non capisco, ha detto, chi sostiene che una maggior presenza di forze NATO in Polonia aumenterebbe le possibilità di conflitto con la Russia. Questa cosa non ha senso, tali dichiarazioni sono un errore di calcolo o hanno secondi fini, ha sottolineato.

(La Redazione)

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