Il Parlamento europeo per la nuova Unione

Le prossime elezioni del Parlamento europeo si svolgono in uno scenario profondamente diverso da quello dei precedenti appuntamenti. Le ragioni sono molteplici: il Trattato di Lisbona, se da una parte ha notevolmente accresciuto alcuni poteri del Parlamento, dall’altra ha spostato l’equilibrio istituzionale verso il Consiglio europeo a scapito della Commissione, che si è trovata a svolgere una funzione sempre più burocratica, e dello stesso Parlamento.

A complicare ancora di più il quadro hanno notevolmente contribuito le modalità con cui è stata affrontata, sotto la spinta dell’emergenza, la crisi economica. Invece di trovare all’interno del Trattato gli strumenti per ridimensionarla, il Consiglio ha escogitato soluzioni istituzionali al suo esterno, con il varo di due trattati internazionali, il Fiscal Compact e l’Esm, con un conseguente minore ruolo per il Parlamento.

L’azione svolta dal Parlamento per affrontare questi problemi e i suoi tentativi di influenzare l’evoluzione politico-istituzionale di questi ultimi anni sono rimasti largamente sconosciuti; certamente non hanno avuto un significativo impatto su un’opinione pubblica sempre più scettica e critica nei confronti delle istituzioni europee. Il paper “Il Parlamento europeo per la nuova Unione” uscito pochi giorni fa come Quaderno dello IAI (Istituto Affari Internazionali) a cura di Gianni Bonvicini cerca di rimediare alla scarsa conoscenza del Parlamento europeo e di delineare una via di riscatto del processo di integrazione, a partire proprio da un ruolo più centrale e strategico del futuro Parlamento.

Per leggere il Quaderno IAI n. 9, Aprile 2014 si può scaricare il pdf a questa pagina.

(Fonte iai.it)

Foto europarlamento @ ep_flickr

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