Italia, Expo: il sonno della ragione genera mostri

Il problema di Expo 2015 non è la corruzione né i ritardi. Il vero problema è che non avrebbe dovuto esistere. Quando, in preda ad una ubriacatura retorica collettiva,  si rinuncia ad una seria analisi costi benefici, chi ci perde è la collettività.

Nel luglio 2009, il  sindaco di Milano Letizia Moratti scriveva:
“[L’Expo] è un progetto che si propone non solo obiettivi di crescita economica, ma anche di rafforzamento del dialogo interculturale e di responsabilità sociale nei confronti di paesi colpiti dal dramma della fame e della povertà. … Milano deve essere uno snodo cruciale … un punto di riferimento per il sistema Italia e il mondo intero. …  [L’Expo dovrà essere] la proposta corale e condivisa di nuovi paradigmi per l’ esistenza del mondo“.
(Da: “Con l’ Expo ritorneranno i tempi di super Milano”, Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2009. Grassetto aggiunto.)

PERCHÉ L’EXPO È UN GRANDE ERRORE

Né la corruzione né i ritardi sono il problema principale di Expo 2015. Il problema principale è che l’Expo non sarebbe dovuto accadere. Esso è nato e cresciuto sull’ onda di  un’orgia di retorica come quella ben rappresentata nella citazione qui sopra.

Sia chiaro:  la decisione di fare l’ Expo è stata prima di tutto politica ed emotiva, e sarebbe stata presa in ogni caso.  Tuttavia questa ubriacatura collettiva è stata supportata e legittimata da stime economiche azzardate, che ne hanno avvallato i voli pindarici. Accettate acriticamente dai mezzi di informazione, ripetute e tramandate poi in innumerevoili occasioni, sbandierate da politici e commentatori, queste stime hanno instillato il miraggio di centinaia di migliaia di posti di lavoro e di altri enormi benefici economici a costo zero.

Per capire come tutto ciò sia potuto accadere leggere l’articolo di Roberto Perotti su Lavoce.Info. Alla stessa pagina è scaricabile una versione più estesa in formato ebook.

(Roberto Perotti, via LaVoce.info)

Foto: Wikimedia

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