Scomparsa Eva Rosenbaum, storica docente di slovacco alla Sapienza a Roma

È venuta a mancare alcuni giorni fa Eva Rosenbaumová, docente di lingua slovacca all’Università La Sapienza di Roma, giù artista e sceneggiatrice, personalità molto conosciuta nel suo ambiente culturale. Nata nel 1938, Rosenbaumová visse l’atmosfera degli anni ’60 alla FAMU, l’Accademia del cinema, tv e spettacolo di Praga, e proseguì poi a Bratislava alla VSMU, l’Accademia delle Arti dello Spettacolo, sentendosi a casa con personaggi come Milan Kundera o Juraj Jakubisko e la sua generazione. Dopo aver scritto sceneggiature televisive divenne assistente di Jakubisko nel film Arrivederci all’inferno, amici (1968, ma finito solo nel 1990 a causa della censura comunista e presentato al Festival di Venezia di quell’anno) e probabilmente sarebbe rimasta nel settore del cinema; senonché, dopo l’invasione sovietica, Rosenbaumová uscì dal paese e nel 1969 si sposò in Italia, dove nel 1987 a Roma iniziò la sua seconda vita con una carriera da docente come lettrice di lingua slovacca presso il Dipartimento di slavistica della Facoltà di Filosofia all’Università La Sapienza.

Eva Rosenbaumová era una delle rare finestre slovacche sul mondo in quegli anni, ha scritto in un bell’articolo il suo amico Peter Zajac sul quotidiano Sme il 24 aprile. Secondo Alessandra Mura, che ha tradotto in italiano prosa e poesie di Pavol Vilikovský e Ivan Štrpka, lei era il punto di riferimento per gli studenti di slovacco a Roma, che si iscrivevano al corso per il suo entusiasmo. Si sa poco in Slovacchia, sottolinea Zajac, di come la slovacchistica nelle università europee deve tutto a persone eccezionali come la Rosenbaumová, dedicate con grande impegno alla promozione della lingua, letteratura e cultura slovacca. Persone che si vedono poco in pubblico, ma che sono fondamentali “dietro le quinte”.

Rosenbaumová è stata l’anima di traduzioni e antologie di opere della letteratura slovacca, accuratamente composte in diversi volumi a partire dal 1990, ed educò decine di traduttori.

Presso l’università organizzò numerose visite di scrittori e studiosi di letteratura slovacchi, e aveva grande attenzione per chi si occupava della promozione della letteratura e cultura slovacca. Era generosa e altruista. Lascia una figlia, Lucia Gardin, che vive a Roma ed è una rinomata fotografa (una sua mostra sarà a Bratislava in giugno per il Dolce Vitaj).

(La Redazione, liberamente tratto da Sme.sk)

Foto Lucia Gardin (partic.)

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