Lo spettro di Detroit. Lo sviluppo dell’auto in Slovacchia nasconde dei rischi

Liberamente tradotto da un articolo di Martin Ehl per Hospodarske Noviny CZ. Una sua versione in lingua inglese è apparsa su Tol.org il 29 aprile 2014. Il settore automobilistico in Slovacchia ha segnato nel 2013 il record produttivo per numero di vetture prodotte – circa 980.000 – sfornate dalle tre fabbriche presenti oggi nel paese: Volkswagen a Bratislava con 419.000 auto, Kia a Zilina con 313.000 unità e Peugeot-Citroen a Trnava con 248.000 automezzi. Rispetto al 2012 la crescita produttiva in numero di unità è stata di circa il 5,8%, e le tre fabbriche sono arrivate ormai molto vicino alla loro capacità massima. La Slovacchia conferma così il suo primato nel mondo per numero di auto prodotte pro capite: 171 ogni mille abitanti. (Red)

Gli edifici squadrati e multicolori della fabbrica lungo il fiume Vah, ai piedi delle montagne Mala Fatra nella Slovacchia nord-occidentale, assomigliano a enormi blocchi Lego accatastati su un prato. Da lontano, da una strada eternamente intasata che collega Zilina e Martin attraverso la strettoia di Strecno, lo stabilimento Hyundai-Kia si presenta davvero come un insieme di blocchi di costruzioni per bambini. Tuttavia, da vicino, i capannoni sembrano quasi infiniti, come i flussi di vetture che escono dalla fabbrica.

È stato davvero l’arrivo dell’investitore coreano, 10 anni fa, a cambiare l’industria slovacca. Anche se Volkswagen stava ampliando i suoi investimenti nel paese e la Peugeot aveva già firmato il contratto per la sua nuova fabbrica, è stato l’arrivo della società coreana e dei suoi subappaltatori che ha portato negli ultimi anni la Slovacchia a diventare il maggior produttore di auto pro capite in Europa [e anche nel mondo – ndr]. Ora Kia prevede di ingrandire lo stabilimento per produrre 100.000 vetture in più delle 313.000 che sono uscite dalle sue linee l’anno scorso.

La storia di Kia in Slovacchia è istruttiva, nel senso che ha affrontato il più pressante problema locale – la disoccupazione – in una regione dove numerose fabbriche di armamenti erano andate in malora. Il salario medio di un dipendente Kia è ora di 1.150 euro [lordi – ndr], quasi il 60% in più rispetto alla media regionale che si ferma a 726.

«I maggiori benefici derivanti dall’investimento sono stati la creazione di posti di lavoro in una regione con un tasso di disoccupazione tra i pià alti», secondo Vladimir Balaz, economista dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV). Nel complesso, il tenore di vita nella regione è in aumento e i consumi stanno a loro volta creando nuovi posti di lavoro.

Ma Balaz ritiene anche che la presenza esclusiva del gruppo coreano insidia i vantaggi del progetto e rende la regione vulnerabile alle mutevoli fortune della fabbrica. «Kia ha portato con sé la propria catena di fornitori, e quando dovesse andarsene anche quelli lasceranno il paese. Nessuna impresa slovacca è fornitore diretto dell’azienda», ha detto.

L’arrivo di Kia ha visto una serie di innovazioni nell’area che ne hanno fatto un pioniere in vari settori, anche se la cultura aziendale coreana ha inizialmente suscitato polemiche con la sua ginnastica calistenica collettiva e gli inchini al posto delle strette di mano. Inoltre, il primo caso di esproprio di terreni nel sito della fabbrica suscitò grande clamore quando i proprietari e lo Stato non trovavano un accordo sul prezzo di acquisto.

Ora ci sono tre produttori di automobili in Slovacchia e si parla del possibile arrivo di un quarto grosso marchio, BMW. L’industria automobilistica è concentrata nell’ovest del paese, dove gli effetti della crisi economica si sono fatti sentire di meno. Le nuove fabbriche slovacche sono più moderne di quelle dell’Europa occidentale, e le linee di produzione slovacche spesso sfornano modelli che vengono spediti in tutto il mondo, alcuni dei quali sono prodotti solamente qui. Ultimamente è girata voce che la fabbrica slovacca Volkswagen, che si trova alle porte di Bratislava, potrebbe produrre il lussuoso SUV Lamborghini Ursus. Solo pochi migliaia di esemplari all’anno, dal costo tra i 100 e i 150 mila euro ciascuno, destinati sembra principalmente al mercato cinese.

Gli 80.000 slovacchi impiegati nel settore automobilistico hanno adottato una precisione tedesca, un regime di lavoro più libero preso dai francesi, e un tipo di addestramento alla coreana, e l’anno scorso hanno prodotto auto per un valore pari a un quarto delle esportazioni del paese – circa 16 miliardi di euro. Ma per farlo hanno dovuto importare dall’estero componenti per circa 12 miliardi di euro. La Slovacchia è dunque oggi più una fabbrica di assemblaggio che la “Detroit ” dell’Europa.

I vantaggi portati dalle case automobilistiche allo sviluppo economico della Slovacchia nel lungo termine sono discutibili, considerando che le più grandi aziende cercano di ottenere dallo Stato ogni tipo di agevolazione che le piccole e medie imprese possono solo sognare. Motivo per cui i giganti dell’auto sono invisi alle PMI slovacche. «Nel caso di Kia», spiega Balaz, «tra i principali svantaggi per il paese vi sono aiuti di Stato su larga scala agli investimenti, agevolazioni fiscali e sussidi per la creazione di posti di lavoro. Che vanno combinati con il basso valore aggiunto [del lavoro], nessuna attività di ricerca e sviluppo [all’interno del paese] e nessuna innovazione. Solo assemblaggio».

Pochi mesi fa un articolo sul quotidiano Sme confrontava lo sviluppo della Slovacchia, con il crollo del cuore dell’industria automobilistica americana di Detroit. E metteva in guardia sul fatto che le imprese slovacche del settore potrebbero proseguire la loro attività per qualche decennio, ma se il sistema di istruzione, ad esempio, non cambia o se forti investimenti non vengono fatti anche in altri settori economici allora anche la Slovacchia occidentale potrebbe finire in bancarotta come Detroit.

Questo, in ogni caso, non è un problema del management coreano a Zilina e dintorni, ma piuttosto dei politici slovacchi e di coloro che li eleggono.

(Martin Ehl, apparso in origine su Transitions Online, pubblicato qui per gentile concessione)

Traduzione P.S.

Foto Kia Motors Slovakia (un modello Sportage)

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