450 anni e non sentirli… Buon compleanno Shakespeare!

450 anni fa nasceva a Stratford-upon-Avon il più famoso, importante e influente drammaturgo della storia occidentale.

“Immortale bardo”, “Cigno di Avon”, l’uomo che, fosse vissuto adesso, avrebbe avuto il potere di un milione di blogger. Parliamo naturalmente di William Shakespeare, il poeta e drammaturgo inglese nato 450 anni fa, il 23 aprile 1654, a Stratford-upon-Avon, che con le sue opere – 38 testi teatrali, 154 sonetti e diversi altri poemi – è diventato uno dei più influenti letterati occidentali di sempre. Basti pensare, tanto per dirne una, che il suo Sogno di una notte di mezza estate è stato persino inscenato da un cast robotico. Nonostante sia vissuto poco meno di mezzo millennio fa, conta quasi dieci milioni di follower tra Facebook e Twitter. Digitando il suo nome su Google si ottengono quasi cinquantaquattro milioni di risultati. E i Romeo e Giulietta di tutto il mondo continuano a scambiarsi teneramente, oggi come allora, le frasi dell’immortale bardo.

Sebbene il certificato di battesimo di Shakespeare sia datato 26 aprile, si presume che la data di nascita sia stata poi anticipata di tre giorni per farla coincidere con quella della morte, avvenuta 52 anni più tardi. Figlio di un agiato commerciante di pellami, William si appassionò alla letteratura, specialmente ai classici latini, già dalla prima infanzia. A diciott’anni sposò Anne Hataway, ragazza di umili origini otto anni più grande di lui, da cui ebbe tre figli, tra cui due gemelli (uno dei quali, Hamnet, morirà all’età di undici anni). Non si sa molto della vita di Shakespeare durante questo periodo: probabilmente lavorò per conto di famiglie della piccola nobiltà inglese, sfruttandone le ricche biblioteche per arricchire la propria cultura.

Quel che è certo è che Shakespeare iniziò ben presto a farsi una reputazione nel mondo del teatro, come attore e collaboratore alla scrittura di copioni, suscitando l’invidia di colleghi ben più affermati: “Un corbaccio venuto dal niente, fattosi bello delle nostre penne”, lo descriveva Robert Greene, un altro drammaturgo, “che, col suo cuore di tigre nascosto sotto la pelle di attore, crede di poter declamare versi sciolti meglio di tutti voi, ed essendo un assoluto Johannes factotum si ritiene nella sua presunzione l’unico Scuotiscena [gioco di parole con l’inglese Shakescene, nda] nazionale”.

William Shakespeare, comunque, non si fece intimorire. Si trasferì a Londra, dove pubblicò le prime opere poetiche, Venere e Adone, Lucrezia Violentata e Sonetti. E continuò a dedicarsi sempre più al teatro, fondando la compagnia dei Lord Chamberlain’s Men (I servi di Lord Chamberlain). Scrisse e portò in scena opere oggi arcinote, tra cui Il mercante di Venezia, il già citato Sogno di una notte di mezza estate, Giulio Cesare, Amleto e, naturalmente, Romeo e Giulietta, che lo consacreranno definitivamente a gigante della letteratura mondiale. Verso il 1608 Shakespeare iniziò a diminuire gradualmente l’impegno teatrale: si ritirò a vita privata a Stratford, il paese natìo, dove nel frattempo aveva acquistato una villa, e vi restò fino alla morte, il 23 aprile 1616.

Oggi, a 450 anni dalla sua nascita, Shakespeare è molto più che uno scrittore. È un brand attorno al quale girano milioni, come ha ricordato Luigi Sampietro, anglista all’Università statale di Milano: “È come la Ferrari, il Chianti. Per venderlo e ricavarne profitto, gli inglesi lo rivitalizzano di continuo. Shakespeare è da secoli una specie di nuova industria del carbone: non a caso ancora oggi nel suo nome si fattura quanto un’azienda di medie dimensioni. Nella sola Londra ci sono di continuo spettacoli tratti dalle sue 38 opere, ma anche dal punto di vista accademico l’interesse è continuamente rigenerato, grazie a una squadra di storici che ogni anno tira fuori una nuova teoria e pubblica nuovi libri”. È stato persino istituito un comitato per celebrarne l’anniversario (quello di quest’anno e quello, ancora più importante, del 2016, quando cadranno i 400 anni dalla morte), la Shakespeare Birthday Celebrations: a Stratford-upon-Avon sono previsti ben 18 mesi di festeggiamenti. Le danze si apriranno con la grande parata alla Holy Trinity Church in programma per il 26 aprile. Scespiriani di tutto il mondo, unitevi e partite.

(Sandro Iannaccone, via Wired.it)

Foto Farrukh@Flickr

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