Gas dalla Slovacchia all’Ucraina, accordo non raggiunto, si lavora sulle soluzioni tecniche

Nell’incontro a tre che si è tenuto tra la Slovacchia, l’Ucraina e la Commissione Europea martedì 15 aprile in località Veľké Kapušany, sul confine slovacco-ucraino nella regione di Košice dove è sita la stazione di compressione del gas in territorio slovacco, si sono stabiliti alcuni primi punti fermi per la fornitura di gas all’Ucraina dall’Europa occidentale attraverso la Slovacchia per mezzo dell’inversione del flusso – il cosiddetto reverse-flow. Il Ministro dell’Economia Tomas Malatinsky, che ha guidato la delegazione slovacca all’incontro, ha detto che gli aspetti tecnici e giuridici per l’inversione dovranno continuare, e ci si trova oggi a metà delle trattative. Ma il paese è già pronto a metterci mano: il 14 aprile il ministero ha riferito di aver rilasciato una licenza in tal senso ad Eustream.

Per la parte ucraina era presente il Ministro dell’Energia e Industria mineraria Yuri Prodan, e con i funzionari della Commissione Europea hanno partecipato anche i rappresentanti delle aziende di trasporto del gas (Eustream e Ukrtransgaz) che dovranno nella pratica realizzare le strutture tecniche per rendere possibile il pompaggio del gas in direzione inversa.

Sono state presentate alcune possibili soluzioni tecnologiche e si valuta anche un’altra alternativa, ha detto Malatinsky. Un memorandum potrebbe essere firmato nei prossimi giorni, forse nel giro di un paio di settimane. L’Ucraina preferirebbe che venisse utilizzata la conduttura slovacca esistente in modalità reverse-flow, piuttosto che costruire un nuovo gasdotto esclusivamente per questa opzione.

La soluzione proposta dalla Slovacchia era di utilizzare una condotta non utilizzata con un diametro di 700 millimetri che fu costruita in passato per la fornitura di gas per la centrale elettrica di Vojany. Una soluzione che richiederebbe la costruzione di un breve collegamento al di fuori della stazione di compressione di Veľké Kapušany e l’installazione di attrezzature speciali per misurare il gas che scorre dalla Slovacchia all’Ucraina. Malatinsky ha detto che il flusso inverso non è così facile da eseguire, e ci sono aspetti tecnici che dovranno essere risolti. C’è anche un problema nelle clausole del contratto esclusivo con Gazprom, perché questo gasdotto serve per fornire gas dalla Russia attraverso l’Ucraina verso l’Europa, e non in direzione contraria, ha detto Malatinsky, e la Slovacchia non ha certo intenzione di non rispettare i contratti in essere.

Quanto ai tempi, le prime forniture in reverse-flow potrebbero iniziare in autunno. Ma il volume di gas trasportato (da un iniziale volume di 3,2 miliardi di metri cubi fino ad arrivare gradualmente a 9-10 miliardi) non sarebbe sufficiente a soddisfare le aspettative ucraine. Per questo l’Ucraina propone invece di utilizzare un 50% di capacità inutilizzata esistente in quattro condotte che portano alla stazione di compressione di Kapušany. L’alimentazione inversa tramite queste condotte darebbe maggiori risultati e sarebbe implementabile in tempi più rapidi.

L’Ucraina, nel frattempo, ha firmato accordi per le forniture di gas in modalità inversa con la Polonia e l’Ungheria.

(La Redazione, Fonte Sita, RSI)

Foto nabucco-pipeline.com

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