64 anni dopo la ‘notte dei barbari’. La soppressione degli ordini religiosi in Cecoslovacchia

Il 13 aprile in Slovacchia si ricorda il Giorno della memoria per le persone ingiustamente perseguite. Con questa definizione si rievoca la terribile notte tra il 13 e il 14 aprile 1950, nota come “la notte dei barbari”, quando agenti della polizia politica fecero irruzione in 56 monasteri maschili di 11 ordini religiosi arrestando 881 persone. L’operazione, conosciuta con il nome in codice “Azione K” (Akcia kláštory), aveva il compito di liquidare gli ordini monastici, chiudere i conventi e internare i monaci. L’opposizione a ogni religione e l’ateismo di Stato imposti dall’ideologia totalitaria e dal governo comunista portarono ad eliminare ogni testimonianza visibile delle pratiche religiose. Gli assalti ai monasteri erano eseguiti da diversi corpi di polizia segreta, esercito e milizia, armati di fucili, mitragliatori, mitragliatrici leggere, bastoni e candele gas

proseguirono per tutto l’aprile 1950, e alla fine più di 2.000 monaci e preti furono imprigionati in centri di detenzione e di lavoro, ospitati non di rado, ironia della sorte, presso alcuni dei monasteri confiscati. Lo stesso accadde nell’agosto successivo a tutti i conventi femminili (la cosiddetta “Azione R” – Akcia rehoľníčky).

La vita monastica è stata poi permessa a partire dal 1968, sull’onda della Primavera cecoslovacca, quando l’Ufficio del Procuratore generale annunciò che non vi era alcuna legge che la vietava. Ma la completa indipendenza dei monasteri fu di nuovo possibile in Cecoslovacchia solo dopo la Rivoluzione di velluto del 1989. A questa pagina (solo in slovacco) del sito dell’Istituto per la Memoria Nazionale (UPN) un riepilogo degli eventi di repressione religiosa iniziati con la notte dei barbari. A quest’altra pagina invece (in inglese) la storia di una vittima, Ferdinand Takáč, che al tempo era da poco entrato nella Compagnia di Gesù (i gesuiti) a Ružomberok.

Tra i religiosi arrestati quella notte del 1950 vi fu anche Ján Chryzostom Korec, giovane gesuita ventiseienne che viene rilasciato e costretto a vita civile dopo oltre sei mesi di interrogatori e sevizie, detenuto prima nella struttura monastica di Jasov, e poi a Podolinec e Pezinok. Appena rilasciato viene segretamente ordinato sacerdote, e l’anno dopo promosso vescovo, a soli 27 anni, e opererà a lungo in clandestinità con la sua attività apostolica (anche ordinando preti), mentre si manteneva facendo l’operaio. Nel 1960 venne di nuovo arrestato e condannato per attività antirivoluzionaria a 12 anni di carcere duro. Dopo il crollo del regime venne nominato vescovo di Nitra e nel 1991 fu fatto cardinale da Giovanni Paolo II. Oggi 90enne, mons. Korec è riconosciuto essere stato un eroe della Chiesa del silenzio in Cecoslovacchia. “La notte dei barbari” è anche il titolo di una sua autobiografia, tra i suoi libri più conosciuti. Qui di seguito l’incipit del libro:

«Quella notte fu unica in mille anni di cristianesimo in Slovacchia e in Boemia. Quella notte in cui la nostra stessa gente, sfidando la storia e la sua evoluzione morale, commise un atto che non era balenato in mente né ai Tartari, né alla autorità turca, né ad alcun invasore nel lungo corso della storia del nostro paese. Quella notte, che ricorderemo in molti come la più oscura e barbara della nostra vita, non solo per l’inaudito atto contro migliaia di religiosi, ma per la violenza usata contro la cultura e la spiritualità della nostra nazione, fu la notte che segnò la nostra vita».

(Pierluigi Solieri, Fonte UPN, varie)

Foto al centro: nozivi gesuiti a Ruzomberok, anni ’40, jezuiti.sk, sotto: card. Jan Ch. Korec (tvnoviny)

2 comments to 64 anni dopo la ‘notte dei barbari’. La soppressione degli ordini religiosi in Cecoslovacchia

  • Angelo Zanetti

    Pensate che oggi invece Putin fa benedire i suoi carri armati dal Patriarca di Mosca e hs baciato l’Icona della Madonna prima di regalarla a Papa Francesco!!!

  • Stefano Zaffagnini

    Caro Angelo in Ucraina si contendono un bell’osso polposo due cani rabbiosi l’occidente con a capo gli Stati Uniti e l’ UE e l’oriente con a capo la Russia ma chi ha cominciato la contesa è l’occidente con i suoi prostituiti interessi della rivoluzione arancione, sappilo e prendi atto !

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