Ambasciatore Lenzi: Putin sbaglia, l’Ucraina era il suo ponte con l’Europa – Intervista

L’Ambasciatore Guido Lenzi nel corso della sua carriera professionale si è dedicato particolarmente alle questioni europee, ai rapporti est-ovest e transatlantici, con particolare riferimento alle sedi multilaterali NATO, ONU, UE e OSCE. È stato anche Rappresentante Permanente presso l’OSCE a Vienna e Direttore dell’Istituto Europeo di Studi di Sicurezza a Parigi. È anche docente di Diplomazia nel mondo globale presso Scienze politiche all’Università di Bologna.

1) Ambasciatore, la crisi Ucraina sembrerebbe tutt’altro che risolta. Le tensioni verificatesi nelle province più orientali del territorio ucraino – Kharkiv, Luhansk e Donetsk – sono state solo in piccola parte represse dalle forze militari di Kiev. Da ex-diplomatico, qual è l’aspetto peggiore, più critico, di questa crisi e del comportamento della Russia sul palcoscenico internazionale?

«La cosa peggiore che può capitare ad un diplomatico è perdere il proprio interlocutore, ha bisogno dell’interlocutore, altrimenti è privo di qualunque possibilità di argomentare. Non deve trattarsi necessariamente di qualcuno che concorda, può essere tranquillamente qualcuno in disaccordo, ma ci deve essere qualcuno con cui impegnarsi in una discussione. Le azioni di Putin mettono in difficoltà la diplomazia attraverso il suo continuo rifiuto nell’interloquire con il mondo circostante, soprattutto con l’Europa. L’Accordo di Associazione proposto da quest’ultima all’Ucraina è stato la causa scatenante della crisi, in quanto Putin l’ha ritenuto incompatibile con la sua offerta di includere l’Ucraina nell’Unione Eurasiatica».

«A mio parere, questa ipotesi non risultava essere invece né alternativa e né contraddittoria. L’Ucraina poteva costituire l’anello di congiunzione fra l’Europa e la Russia. Poteva rimanere Ucraina e servire alla Russia come canale di comunicazione, di finanziamento, con il mondo più occidentale. È questo “invece”, o out-out, che io contesto. Bisogna per forza scegliere un campo? Al giorno d’oggi non è più necessario, anzi, bisogna essere capaci di scegliere tutti i campi, e avere la capacità e possibilità di muoversi in ognuno di essi. E questo è ancor più valido se si guarda al fatto che la Russia rimane comunque un Paese europeo, ai margini dell’Europa se vogliamo, ma la cui storia e cultura sono europee. La Russia è cristiana e romantica, malgrado il comunismo ne abbia cambiato le fattezze. Il muro è caduto e sarebbe bene che ne prendessimo atto tutti quanti e ricominciassimo a pensare a quella storia comune che abbiamo avuto fino al 1917».

[…]

Continua a leggere l’intervista su Rivistaeuropae.eu.

(Giuseppe Lettieri, via Rivistaeuropae.eu)

__

Approfondimenti:
– Ucraina: la crisi si aggrava e l’UE tentenna (Rivista Europae)
– Le mani sull’Est (Matteo Tacconi, Rassegna Est)
– Ucraina: esercito spara su manifestanti – morti e feriti (Green Report)
– Ucraina sull’orlo del caos, Nato pronta a dispiegare forze (EU News)

Foto new-york-city@Flickr

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google