La cortina che non c’è più: tra Vienna e Bratislava, dalle spie di 007 al centro dell’Europa

Il “tour della cortina di ferro” di cui dicevamo ieri ha fatto tappa anche tra Austra e Slovacchia, e proprio ieri è stata pubblicata la puntata dedicata alle due città che sono le più vicine capitali nazionali al mondo con i suoi poco più di sessanta chilometri di distanza. Al tempo della guerra fredda, Vienna e Bratislava erano anche le due più vicine grandi città a fronteggiarsi dall’una e l’altra parte del confine.

Nel loro viaggio, il giornalista Matteo Tacconi e il fotografo Ignacio Maria Coccia analizzano la situazione un quarto di secolo dopo il crollo del Muro, e notano come le due capitali ne abbiano beneficiato. «Prima erano provinciali e marginali, ora stanno tessendo buone relazioni bilaterali e sviluppando un buon potenziale economico, proponendosi come hub produttivo e logistico per tutta l’Ue».

Qui una breve immagine del quartiere di Petrzalka, la zona sud di Bratislava: «Petrzalka è un denso concentrato di panelak, i blocchi abitativi tipici dell’edilizia socialista, che dà a Bratislava, se vista da certi villaggi austriaci di frontiera, le sembianze di una muraglia di cemento da cui spunta il solo hrad, il castello, aggrappato alla cima della collina che sovrasta il centro storico. Un’immagine che al tempo della guerra fredda doveva incutere cupezza».

Si può leggere l’intero articolo sul sito VerdeCortina.com, insieme alle altre tappe del progetto.

dal film 007 Zona pericolo (1987) – Foto Wikimedia commons

A proposito della vicinanza di Vienna e Bratislava, e del clima che esisteva tra le due città prima dell’89 (oltre al fatto che Vienna era considerato un baluardo dell’Occidente)… Ricordate l’operazione Bratislava di James Bond in 007 The Living Daylights (Zona pericolo)? In una finta Bratislava ancora dietro cortina (il film è uscito nel 1987) l’agente 007 (qui con la faccia di Timothy Dalton) fa fuggire un generale attraverso il gasdotto (!) che porta il gas russo in occidente. Nel film si vedono diverse inquadrature di una (immaginaria) Bratislava grigia e in parte notturna, dove dopo un concerto tenuto a un presunto Ĺudové konzervatórium (in realtà il teatro Volkoper di Vienna) il generale sovietico Georgij Koskov viene messo in una capsula e “sparato” nel gasdotto, riemergendo a Vienna, dove si può riconoscere il profilo di uno dei gasometri di Vienna dal quale un jet a decollo verticale porta via il fuggitivo mentre Bond e un collega passano la frontiera indenni. In realtà il film imbroglia un (bel) po’, e per ragioni drammaturgiche fa apparire le due città come confinanti. Nel film si vedono anche auto della VB (Verejná bezpečnosť), la polizia cecoslovacca, da non confondere con la ŠtB (Štátná bezpečnost), che agiva come polizia politica.

Tutte le riprese di Bratislava sono in realtà girate a Vienna. A questa pagina le location utilizzate per la pellicola.  Qui di seguito in due parti la fuga di Koskov:

(P.S.)

Foto in alto: la ferrovia di Petrzalka, a poche decine di metri dall’ex cortina di ferro – © Ignacio Maria Coccia, verdecortina.com. Sotto: un cartello di confine “ATTENZIONE! Zona di Confine. Ingresso solo su autorizzazione”.

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