Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

Secondo l’autorevole centro studi ungherese Political Capital Policy Research and Consulting Institute, per destabilizzare l’Unione Europea ed estendere l’influenza russa in Europa, il Presidente russo, oltre che della forza militare e del gas, si avvale anche di una coalizione di partiti di estrema destra ed euroscettici in grado di ottenere ampi consensi. La dottrina del conservatorismo post-sovietico e l’odio per l’immigrazione e gli Stati Uniti d’America tra le motivazioni che spingono movimenti europei ad abbracciare lo zar del gas come loro riferimento

Una grande famiglia elettorale europea per ottenere un buon risultato sull’onda dell’euroscetticismo e minare dall’interno il funzionamento di un’Unione Europea che, come dimostrato dal caso ucraino, se agisce unita e con una voce sola è ancora in grado di dare forza allo sviluppo della democrazia e della libertà nel mondo. Questa, secondo quanto riportato da uno studio del marzo 2014 dell’autorevole centro studi ungherese, è la strategia elettorale per le prossime elezioni europee del Presidente russo, Vladimir Putin.

Come riportato dal documento visualizzabile a questo link, Putin avrebbe deciso di estendere l’influenza della Russia in Europa non solo con la forza militare e con il gas, come finora fatto rispettivamente con l’Ucraina e con i paesi dell’UE, ma anche con la presenza di una coalizione elettorale a lui fedele in grado di influenzare le decisioni politiche delle Istituzioni europee e, se possibile, rallentare la già fin troppo farraginosa macchina decisionale dell’Europa unita.

Il sostegno dato da Putin a questi partiti sarebbe, più che di natura economica, di carattere logistico, con la fornitura di un know how e di una copertura mediatica che, aggiunta all’assistenza data a questi soggetti partitici da Mosca, porta al compattarsi di questa coalizione a partire da elementi di carattere ideologico e propagandistico che, in un’Europa fortemente in crisi, fanno breccia sull’elettorato poco colto ed incolto.

Nella rete della coalizione putiniana in Europa sono presenti sopratutto partiti di estrema destra e movimenti euroscettici che, con la critica aspra all’Europa basata sul sentore della pancia della gente più che su valide e fondate argomentazioni, da un lato minano a racimolare consensi e, dall’altro, sviluppano un pensiero di netta opposizione non solo all’UE, ma a tutta la civiltà occidentale nel suo complesso, a cui contrappongono la Russia di Putin come nuovo punto di riferimento geopolitico.

Dichiarazioni in tale direzione sono state effettuate, ad esempio, dal capo del Front National francese di Marine Le Pen, che ha invitato a superare l’UE della burocrazia e delle tasse con l’Unione Pan-Europea che, oltre agli stati nazionali europei, comprenda anche Svizzera e Russia, chiudendo le porte alla Turchia.

Tra i principali esponenti della coalizione putiniana lo studio annovera anche il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha dichiarato come la Russia sia il futuro e come il Carroccio miri a cementare le relazioni con la Federazione Russa.

Su posizioni marcatamente filorusse ci sono anche i greci di Alba Dorata, che, come dichiarato dal loro capo, Nikolaos Michaloliakos, propongono una stretta coalizione con Mosca destinata a dominare l’Europa, in quanto la Grecia è ritenuta superpotenza del mare, mentre la Russia e la superpotenza della terra.

A distinguersi per posizioni filo putiniane è anche il movimento di estrema destra ungherese Jobbik che, forte del 20% ottenuto nelle ultime elezioni ungheresi, ritiene necessario costruire un’Unione Euro-Asiatica che valorizzi il ruolo dei popoli e delle regioni, che che veda l’Ungheria esercitare la funzione di ponte tra Europa e Russia.

Oltre al Partito Nazionale Britannico, che ha dichiarato che le elezioni politiche russe sono più corrette di quelle che si attuano in Europa, della coalizione filo putiniana che partecipa alle prossime elezioni europee fanno parte anche il Partito della Libertà olandese, la FPO austriaca, i Democratici Svedesi e l’Interesse Fiammingo.

Oltre che tattica, la decisione di Putin di formare una coalizione in suo supporto per le prossime elezioni europee è motivata anche dalla dottrina dell’Eurasismo, un preciso progetto ideologico con cui il Presidente russo si è presentato agli elettori durante le elezioni presidenziali del 2012, che prevede la costituzione di una superpotenza russa che compatta sotto la sua egida i paesi dell’Europa, considerata una propaggine della Grande Russia.

Questa dottrina, ribattezzata conservatorismo post-sovietico, è pienamente accolta dai partiti di estrema destra europei per contestare l’UE. Non a caso, i Partiti in questione hanno sostenuto i dittatori ucraini, bielorussi e siriani Yanukovych, Lukashenka ed Assad, hanno condannato l’intervento umanitario della NATO in Kosovo, propagano odio verso la Turchia, gli immigrati e il riconoscimento delle coppie di fatto sia etero che omosessuali, attingendo non poco dall’antiamericanismo latente ben radicato in molti dei paesi dell’Unione, Francia e Italia in primis.

Questi partiti nulla hanno detto, e semmai hanno persino negato, in merito alle violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Russia di Putin in Cecenia e in altri teatri geopolitici, né hanno mai condannato la sistematica repressione della libertà di stampa, di parola, di associazione e di pensiero, con tanto di arresti ed omicidi di attivisti politici e giornalisti.

Un preciso monito per le prossime elezioni: salvare la democrazia e la libertà

Il rafforzamento della coalizione putiniana, che ha avuto sostenitori, per lo meno sul piano economico, anche da casi singoli appartenenti ad altre famiglie politiche – basti pensare al sostegno a Putin dato da Orban, Berlusconi, Schroder e Tsipras – crea un forte punto di preoccupazione per il mantenimento non solo dell’Unione Europea, ma della civiltà europea in generale.

Per evitare il ritorno ad un medioevo politico, in cui l’odio per il diverso e l’assenza di democrazia regolano la cosa pubblica, è auspicabile che ad ottenere il maggior numero di consensi siano quelle forze politiche europee che sostengono un rafforzamento politico dell’UE, in quanto è solo con l’Europa che i paesi dell’Unione possono uscire dalla crisi.

Gli elettori europei su questo avranno due opzioni ben precise: sostenere chi propone una maggiore attenzione al sociale e al lavoro, oppure chi continua a dare appoggio al rigore finanziario – nello specifico, rispettivamente PSE e PPE – ma senza mai mettere in discussione i valori che l’Europa è stata in grado di garantire per un secolo circa in un continente devastato da secoli di odi e divisioni: pace, democrazia, libertà, diritti umani e civili.

(Matteo Cazzulani, analista politico dell’Europa Centro-Orientale)

Foto: Putin in UE (elkokoparrilla@flickr)

9 comments to Putin scende in campo alle europee. Con Le Pen, Salvini, Jobbik ed Alba Dorata

  • Zamak 2015

    Hai ragione, meglio rimanere schiavi dell’UE e fare la fame…
    Se Putin può aiutarci a riguadagnare la libertà: viva Putin!

  • Alpharius

    Sicuramente il Sig.Putin ha i suoi interessi in Europa, legittimi o meno non sto a sindacare, come ce li ha senz’altro in Russia ed in Ucraina…In ogni caso non si può negare che l’emergenza, la crescita ed il consolidarsi dell’euroscetticismo (non solo di Destra, ma anche di sinistra) siano anche dovute alla palese incompetenza dell’UE.
    I Fascismi ed i nazionalismi sono il MALE ASSOLUTO, sono SATANA ma come tutti i demoni, per poter fare danni vanno dapprima “evocati”….non con le formule magiche in latino ma con l”austerity” ed il “fiscal compact”

  • Max

    Per Zamak: di quale libertà va cianciando? Secondo lei, la Russia è un Paese libero? Si ricordi soltanto dei giornalisti ammazzati, poi risponda.

  • Lo Zar

    Max perchè l’Italia è un paese libero? Dove siamo già al terzo presidente del consiglio non eletto? Dove la volontà dei cittadini viene costantemente calpestata (vedi referendum)? In Russia almeno Putin lo hanno votato e fa cose buone per il suo popolo non svendendo le aziende pubbliche agli speculatori angloamericani! Per questo lo dipingono così cattivo i media asserviti al potere finianziario.

  • Angelo Zanetti

    Io prego giorno e notte che il nostro grande Zar Nero si annetta tutte le regioni russofone dell’Europa dell’est, che vi installi i missili anti scudo spaziale dotati della zar bomb (quella da 57 megatoni con un raggio termico di 270 km ed un fungo alto 64 km). Naturalmente non verrà mai usata ma sapete “Si vis pacem para bellum” !!!

  • Angelo Zanetti

    Oltre a Le Pen Lega e Jobbik ci sono anch’io!!!

  • alessandro

    bravo Putin finalmente qualcuno che ha il coraggio di combattere il dilagare dello strapotere euroamericano

  • eric

    Onore a Putin e alla Russia!!!
    La “civiltà(?) occidentale” odierna non è nient’altro che la negazione assoluta di tutta la storia europea.
    C’è sicuramente più Europa in Russia che non in quel grande cesso americanoide che è l’Ue.

  • Francesco

    Articolo dal tono assai fazioso… Talvolta involontariamente ridicolo (come quando descrive l’U.E. portatrice di democrazia 🙂 🙂 🙂
    Detto ciò mi sembra ragionevole che alcuni partiti abbiano contatti con la Russia, dove sta il problema?
    Non abbiamo forse tanti esempi di partiti o regimi tenuti in piedi dagli USA? Oppure politici e opinionisti pagati da Israele o da altre potenze interessate a condizionare l’opinione pubblica dei Paesi europei?

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