La Slovacchia accetta di fornire gas all’Ucraina ma vuole garanzie UE sui pagamenti

La Slovacchia si è trovata tra due fuochi nella disputa sul gas per l’Ucraina. Tutti i principali quotidiani slovacchi parlano di questo. Mentre l’Occidente esorta la Slovacchia a dare il via al più presto alla fornitura di gas alla vicina Ucraina attraverso l’inversione del flusso nei gasdotti, la Russia ricorda che la Slovacchia non può farlo, facendo riferimento ai contratti in essere di Gazprom.

Il governo slovacco sostiene di voler invertire il flusso a favore dell’Ucraina, ma sostiene anche che i preparativi tecnici per un tale processo richiedono diversi mesi. Per garantire la fornitura di gas all’Ucraina il Vice Presidente americano Joe Biden ha chiamato mercoledì il Primo ministro slovacco Robert Fico. Fico avrebbe detto a Biden che la Slovacchia è disposta a fornire il gas solo a determinate condizioni, ovvero se l’Ucraina rispetta i propri impegni finanziari e osserva i contratti per assicurare le forniture di gas russo in Slovacchia.

Sempre mercoledì, il Ministro degil Esteri slovacco Miroslav Lajcak, ieri e oggi a Kiev per un forum sulla sicurezza, e probabilmente per incontri bilaterali con le maggiori autorità del nuovo governo ucraino, aveva ribadito che la Slovacchia è pronta parlare e fornire il gas, ma si devono fissare alcune regole. L’accordo «non può essere in contrasto con i nostri impegni internazionali», ha detto Lajcak, «ma io sono convinto che raggiungeremo un accordo».

Lajcak aveva anche detto, dopo l’accusa da parte del Ministro ucraino dell’Energia Yuriy Prodan che la Slovacchia sta bloccando l’inversione di flusso, che la questione ha cominciato ad andare oltre i confini delle relazioni slovacco-ucraine. «Se ne sta discutendo a Bruxelles e alla Casa Bianca …», ha lamentato il ministro slovacco, «e credo che il modo in cui se ne discute non sia appropriato nei confronti della Slovacchia».

Il gasdotto ‘Bratstvo’ porta il gas dalla Russia attraverso Ucraina e Slovacchia fino all’Europa occidentale. I ricavi per la trasmissione del flusso sono voci piuttosto importanti per l’economia slovacca, anche se l’importanza del condotto è stata diminuita a partire dal 2009, a seguito del contenzioso russo-ucraino che ha portato a una crisi del gas in Europa nel bel mezzo dell’inverno. Secondo Hospodarske Noviny, il contratto tra Eustream e Gazprom (valido fino al 2028 con revisioni triennali) prevede che il gruppo russo paghi alla società slovacca il costo per il trasporto di almeno 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno, indipendentemente se tale quantità viene o meno concretamente trasferita attraverso la condotta.

L’agenzia di stampa russa RIA Novosti aveva scritto mercoledì che l’inversione del flusso di gas dalla Slovacchia all’Ucraina non richiede l’autorizzazione di Gazprom, se è virtuale e non fisico, e non rompe nessuna norma contrattuale. Così avrebbe detto il portavoce di Eustream, gestore del trasporto del gas in Slovacchia. Secondo Eustream, i negoziati con l’Ucraina proseguono come da programma, e i responsabili di Ukrtransgaz, società che gestisce il gasdotto Bratstvo in Ucraina, dovrebbe recarsi la prossima settimana a Bratislava per un incontro di lavoro.

Questo nuovo punto di vista è stato fatto suo dal Primo ministro Robert Fico che ha invitato a colloqui l’Ucraina, la Russia e la Commissione Europea. Fico ha detto ieri ai giornalisti che sostiene l’idea di inviare gas all’Ucraina, ma è necessario garantire che la Slovacchia verrà pagata per le forniture, ad esempio con l’UE come garante, e che si eviti di violare i contratti in essere con Gazprom.

Nel frattempo anche l’Ungheria ha dato la sua disponibilità a fornire gas all’Ucraina “in qualsiasi momento”, come ha detto a Budapest il Ministro degli Esteri Janos Martonyi. Le condizioni tecniche per l’avvio dei flussi inversi dei gasdotti sarebbero già in atto. Martonyi, incontrando il vice del collega ucraino, ha detto che il suo governo sostiene fermamente l’unità territoriale dell’Ucraina e ritiene illegittima l’annessione della Crimea da parte della Russia. L’Ungheria, che ha la capacità ben più limitate della Slovacchia in veste di fornitore, potrebbe spedire in Ucraina 16,8 milioni di metri cubi di gas al giorno.

L’Ucraina ha lasciato passare la scadenza dell’ultimatum lanciato da Mosca per il pagamento del suo debito con Gazprom per le forniture di gas, pari a 2,2 miliardi dollari. Per il momento Kiev ha sospeso l’importazione di gas russo dopo che Gazprom ha cancellato lo sconto accordato a dicembre incrementando il prezzo dell’80% pochi giorni fa, da 268 a 485 dollari per mille metri cubi forniti, chiedendo in contemporanea il pagamento immediato di tutte le fatture sospese. Una mossa che Kiev ha definito essere un’aggressione economica per mezzo della fissazione di un prezzo “politico” e anti-economico. Il governo ucraino ha stabilito un contratto di fornitura con la tedesca RWE, che dovrebbe dare il gas a Kiev con il passaggio attraverso la Slovacchia. Un altro accordo in via di definizione potrebbe essere siglato con la francese GDF Suez.

Anche grazie all’inverno mite, gli stock di gas in Germania, maggior consumatore in Europa e primo cliente del gas russo, sono attualmente abbastanza capienti da permettere di inviare indietro all’Ucraina buone quantità per i prossimi mesi. Anche in Polonia le riserve sono abbondanti, e unite a quelle della Repubblica Ceca e Slovacchia darebbero altro fiato alle necessità ucraine nel breve periodo.

Ieri il Presidente russo Vladimir Putin ha inviato una lettera a tutte le cancellerie europee, nella quale indica che la crisi è arrivata a un punto critico, e Gazprom potrebbe decidere, dopo il rifiuto di saldare il debito ucraino, di fermare le forniture a Kiev se non accetta di pagare il gas in anticipo al nuovo prezzo.

Una riunione trilaterale tra Slovacchia, Ucraina e Unione Europea dovrebbe tenersi il 15 aprile a Bratislava. Parte dell’incontro sarebbe la firma di un memorandum d’intesa con l’Ucraina e un accordo per la connessione fisica dei gasdotti.

(La Redazione)

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