Crisi ucraina, l’effetto domino della Crimea. Le mosse in Romania e Moldova

La riannessione della Crimea da parte della Russia sembra aprire una nuova fase storica nelle relazioni internazionali. Sotto i riflettori sono le recenti mosse di Mosca in Ucraina orientale, che possono sfociare in un’escalation, e la nuova strategia degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica per la creazione di un nuovo “cordone sanitario” di contenimento dell’espansionismo russo – un vero e proprio “new containment” sulla falsariga di quello della Guerra Fredda.

Nazionalisti ungaro-segleri

Non molti però hanno messo in relazione questi eventi con altre rivendicazioni nazionali anche interne all’Unione europea, in particolare quelle che sono all’origine dei contrasti tra Ungheria e Romania. Il 15 marzo scorso, giorno in cui gli ungheresi ricordano la rivoluzione di Pest del 1848, in Transilvania si sono svolte manifestazioni degli autonomisti della minoranza seclera (in ungherese székelyek, in romeno secui) di lingua e cultura ungherese.

Con gli scontri tra nazionalisti ungaro-secleri e polizia romena si torna ad un clima di agitazione che negli anni si era anestetizzato, dopo i violenti scontri di Targu Mures (in ungherese Marosvasarhely) del marzo 1990 che caratterizzarono questa regione, anticipando i conflitti etnici poi esplosi in Jugoslavia.

Al contempo, il parlamento di Tiraspol, la capitale della Transnistria, regione secessionista della Moldova, ha avviato i negoziati per la proclamazione della propria riunificazione con la Russia. La Transnistria, con oltre mezzo milione di abitanti, è a maggioranza russo-ucraina e si è dichiarata indipendente nel 1992, alla caduta dell’Unione Sovietica, dopo un breve conflitto militare con le forze moldave. Sono migliaia, si stima, i soldati russi nella regione.

Secondo alcune notizie non confermate, ci sarebbero migliaia di soldati russi nella regione.

Ritorno della grande Romania?

Intanto in Moldova riprende forza il movimento nazionalista “grande” romeno per la riunificazione con la Romania. Così, accanto alla mobilitazione “contro” le rivendicazioni di autonomia territoriale dei secleri ungarofoni, riemerge in Romania anche la questione della riunificazione con la Moldova per la ricostituzione di quella “Grande Romania” che fu uno dei cardini del sistema di Versailles dopo la prima guerra mondiale.

La prima fase della crisi ucraino-russa, incentrata sulla Crimea, sembra aver tracciato un modello per i movimenti secessionisti che prevede la proclamazione della “sovranità” da parte di comunità russe, quindi lo svolgimento di un referendum, e infine la legittimazione da parte di Mosca.

Questo scenario sembra riprodursi a Donetsk, Karkhiv e in altre regioni dell’Ucraina a maggioranza russa, dove il 7 aprile gruppi di russofoni hanno occupato alcune istituzioni locali. Il governo di Kiev ha denunciato questa mobilitazione come la seconda fase della strategia geopolitica di Mosca.

In verità, ad alimentare il secessionismo è anche l’assenza di un assetto federale nei paesi postcomunisti che includono aree culturalmente ed etnicamente molto differenziate, il che provoca gravi fratture e tensioni.

[…]

Continua a leggere su Affarinternazionali.it.

Foto Duncan@Flickr

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google