Analisti politici: il Manifesto è un grande incrocio dei programmi della coalizione

La proposta di Manifesto che il Consiglio di Coalizione ha discusso Lunedì notte rappresenta un “grande incrocio” dei programmi elettorali dei singoli partiti della coalizione, ha detto ieri l’analista politico Grigorij Meseznikov. Secondo lui, con lo stato attuale sfavorevole dell’economia era impossibile inserire di tutto nel Manifesto. «Tuttavia, l’accordo generale (sul Manifesto) è veramente forte, a conferma del fatto che questa coalizione è la composizione più omogenea a partire dal 1993», ha detto. Meseznikov non è d’accordo con l’idea che il Manifesto non sia in conformità ai programmi elettorali. Ha detto che vede uno sforzo per mantenere le promesse elettorali, come dimostra la determinazione del Governo di non aumentare le tasse, e l’accordo di non modificare il rapporto tra prelievi per il primo e il secondo pilastro pensionistico.

Secondo lui il Governo di Iveta Radicova non è statalista, ma piuttosto prossimo alle minoranze, porta nuovi stimoli per sviluppare l’economia, e prevede di combattere la corruzione. «Io non trovo molte differenze in questo senso tra le promesse elettorali e il Manifesto», ha affermato, aggiungendo che lui apprezza il fatto che il quartetto della coalizione è riuscito a raggiungere un accordo sul Manifesto entro sole sei settimane dopo le elezioni. L’analista politico Michal Horsky pensa che il Manifesto ha lasciato fuori tutti i punti problematici sui quali i partiti di destra potrebbero dissentire. L’approccio alle riforme è molto tiepido, ha detto. «Si potrebbe dire che il Manifesto tenta di alleviare tutte le conseguenze della crisi globale ricorrendo a mezzi che confinano con il populismo», ha detto Hosky alla Tasr.

(Fonte TASR)

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