Kotleba e l’estrema destra slovacca verso le europee

Anche quest’anno, a Bratislava, i manifestanti antifascisti hanno sfilato in corteo a metà marzo. In Slovacchia i risultati ottenuti dall’estrema destra hanno sorpreso gli osservatori più lungimiranti, così come tanti cittadini di uno dei più giovani Stati europei:

«Oggi i nazisti in Slovacchia e in tutta Europa cercano di agire a livello politico – dice una studentessa –. La crisi economica e politica non lascia alternative, così in tanti si trovano d’accordo con loro. Siamo qui perché Marian Kotleba è stato eletto governatore della Regione di Banska Bystrica. È un ex neonazista e fascista e siamo qui per mostrare il nostro dissenso. Noi difendiamo la tolleranza, non l’odio».

Marian Kotleba è il leader del piccolo partito ultranazionalista “La Nostra Slovacchia”. Anche lui è stato protagonista di un corteo che si è svolto a Nitra – a un’ottantina di km dalla capitale slovacca – per commemorare l’anniversario della prima indipendenza slovacca, quella dichiarata nel 1939.

La nostra presenza suscita scetticismo. Riusciamo a strappare soltanto qualche frase laconica dal rappresentante locale del partito, Ján Kečkéš. «Noi vogliamo difendere il popolo slovacco, dare priorità ai valori slovacchi tradizionali – dice – vogliamo fare leggi che siano favorevoli al popolo slovacco».

Nonostante le nostre ripetute richieste, Kotleba rifiuta di essere intervistato. Non ama i media: troppo spesso l’hanno fatto oggetto di caricature, dicono i suoi sostenitori. Kotleba ha costruito la sua carriera politica iniziando una decina di anni fa da un gruppuscolo di estrema destra, che oggi non esiste più. La sua attuale formazione “La Nostra Slovacchia” rispetta i parametri della Costituzione. Ma lui resta l’uomo forte che si fa riconoscere per la dura retorica contro chi è considerato nemico della nazione. A iniziare dai rom, che chiama i “parassiti gitani”.

Spesso protagonista di scontri con la polizia, arrestato più volte, non è mai stato condannato. Nel tempo ha ammorbidito i toni e ora si presenta come difensore di uno stato giusto, e dei cittadini “rispettabili”. È così che alle elezioni dello scorso novembre nell’importante regione centrale di Banska Bystrica ha guadagnato quasi più del 55 percento delle preferenze.

Un voto di protesta, contro il malgoverno e la corruzione della classe politica, spiega uno dei pochi sostenitori di Kotleba che accetta di parlare con noi, un ex militare che ora lavora in radio. «Durante questi ultimi 25 anni, dalla rivoluzione, nulla è cambiato in Slovacchia – dice Pavel Šedivý – La cosa più grave è che si ruba a tutti. Le casse pubbliche sono state saccheggiate, ovunque. Ci sono uomini politici che rubano senza limiti i beni del Paese. La giustizia non funziona affatto, non si sa più cosa fare. Bisogna manifestare il rifiuto, dire basta, e passare ad altro».

Un sentimento aggravato dalla situazione economica e dall’inflazione che attanagliano una regione con una disoccupazione al 18 percento tra la popolazione attiva, dove gli stipendi sono fino a due volte inferiori rispetto a Bratislava.

Continua a leggere l’articolo su Euronews.com

Foto: fonte LSNS

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