Una settimana all’insegna della letteratura slovacca a Bologna e dintorni

Due settimane fa, durante l’edizione 2014 della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, la Slovacchia era presente con due stand: quello del Centro di Informazione Letteraria di Bratislava (LIC, Literárne informačné centrum) e quello di BIBIANA, Centro Internazionale d’Arte per Bambini. L’Università di Bologna, inoltre, ha organizzato un Laboratorio di traduzione e interpretazione dallo slovacco in italiano presso la sua sede di Forlì.

Il LIC e la sua direttrice Miroslava Vallová sono stati presenti alla fiera dal 24 al 27 marzo per consentire ai visitatori di conoscere le ultime opere dei migliori autori slovacchi nell’ambito della letteratura per ragazzi. Tra i compiti di questo Centro, organizzazione inquadrata nelle fila del Ministero della Cultura Slovacco, e da esso finanziato, rientra infatti anche la promozione all’estero della letteratura slovacca.

Per avvicinare ulteriormente i visitatori alle opere pubblicate in questo paese, nella giornata del 25 marzo sono state organizzate delle letture di poesie in lingua, alle quali hanno partecipato anche gli studenti del Lettorato di lingua slovacca dell’Università di Bologna. Per coinvolgere i visitatori nelle letture sono state “offerte” a coloro che passavano davanti allo stand delle poesie in slovacco, che venivano successivamente tradotte in italiano dagli studenti.

Lo stand di BIBIANA esponeva invece le opere vincitrici della scorsa edizione del Concorso Internazionale per Illustratori, promosso ogni due anni dal Centro. Tra i 2.500 partecipanti all’ultima edizione, solo undici sono stati scelti dalle tre giurie, formate da bambini, rappresentanti internazionali e membri dell’amministrazione comunale di Bratislava.

Il 26 marzo, a Forlì, nella Sala Affrescata del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna, si è tenuto il Laboratorio di traduzione e interpretazione dallo slovacco in italiano. All’incontro, coordinato dalla professoressa di Lingua Slovacca Renáta Kamenárová, erano presenti la direttrice del LIC Miroslava Vallová, la scrittrice Monika Kompaníková, l’illustratrice Veronika Holecová e  Ľubica Kepštová, la vice caporedattrice della rivista per bambini Slniečko.

Nella prima parte dell’incontro, dopo un’introduzione da parte della direttrice Vallová, Monika Kompaníková ha presentato il suo ultimo libro Hlbokomorské rozprávky (I racconti dagli abissi). La giovane scrittrice, in seguito al successo del suo libro Piata loď (Quinta barca), è diventata una figura di primo piano nel panorama letterario per ragazzi del suo paese. Gli interventi sono stati interpretati dagli studenti del corso di slovacco, che così hanno avuto modo di mettere in pratica le loro competenze linguistiche.

La seconda parte del Laboratorio è stata invece dedicata alla presentazione della traduzione di due brani tratti da Hlbokomorské rozprávky, realizzata dagli studenti. In questo modo è stato possibile chiarire e commentare con l’autrice i punti risultati più ostici durante la traduzione. Si è trattato di un’occasione davvero preziosa per gli studenti di lingua slovacca, visto che quando si traduce non capita molto spesso di potersi confrontare direttamente con l’autore e di poter discutere le varie interpretazioni possibili del testo originale.

Ecco un estratto dalla loro versione italiana di Hlbokomorské rozprávky:

“…anche tra le tenebre più oscure e fredde delle profondità marine si trova qualche forma di vita. Sul fondo di quella profondissima fossa vive infatti un pesce. Berna, il pesce lanterna. Berna, come ogni pesce degli abissi che si rispetti, risplende nell’oscurità grazie alla sua lampadina. Questa lampadina dondola all’estremità di un amo, e questo amo spunta fuori dalla testolina di Berna da un buchetto in mezzo agli occhi.

Questa pesciolina è davvero brutta, ad una prima occhiata direi addirittura repellente. È quasi tanto larga quanto lunga, il suo corpo è bitorzoluto e informe come una patata. Le pinne sono troppo piccole rispetto al corpo, la coda è tutta frastagliata. Ha la bocca storta e grande, il labbro superiore è più grande di quello inferiore e per questo non riesce a chiudere per bene la bocca e i denti le sporgono tutti di fuori. Una volta aveva sessantotto denti e dentini su tutti e due i lati, ma lo scorso mercoledì si sono rotti cinquantadue dei suoi sessantotto denti e quattro denti si sono piegati così che adesso sporgono fuori dalla bocca come un attaccapanni. Se la Berna nei suoi vagabondaggi tra gli abissi portasse con sé una borsa, una giacca, un calzascarpe o un ombrello, allora li potrebbe appendere a questo attaccapanni. Ma lei non ha bisogno né di giacche, né di calzascarpe, né di borse o ombrelli e quindi quei quattro denti sporgono dalla bocca proprio come un inutile impiccio. Berna sa che è proprio buffa, ma per lei è lo stesso, se è bella o brutta.”

(di Roberta Rocchi e Barbara Perazzi, studentesse di slovacco della prof. Renata Kamenarova presso la Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione dell’Università di Bologna, sede di Forlì)

Foto: Lettorato di lingua slovacca a Forlì

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