Ucraina e Russia vicine ad una nuova Guerra del gas

Il Primo Ministro russo, Dmitry Medvedev, incrementa a ben oltre gli standard di mercato il prezzo del gas imposto agli ucraini per via dell’invalidamento degli Accordi di Kharkiv. Critiche da parte del Premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, che non esclude altre ripercussioni da parte di Mosca su Kyiv.

Dopo l’occupazione militare, l’attacco energetico per indebolire ulteriormente la situazione economica e politica dell’Ucraina. Nella giornata di giovedì 3 aprile il Primo ministro della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, ha dichiarato l’aumento a 485 dollari per mille metri cubi del gas russo venduto dal monopolista statale russo Gazprom all’Ucraina, che dipende dalle importazioni di oro blu della Russia per il 92% del suo fabbisogno.

L’incremento del prezzo del gas è dovuto al venir meno degli Accordi di Kharkiv che, nel maggio 2010, l’ex-Presidente ucraino Viktor Yanukovych ha firmato con Medvedev in cambio del prolungamento della permanenza della Flotta russa del Mar Nero nel porto ucraino di Sebastopoli.

Secondo il Primo ministro russo, che agisce alle dirette dipendenze del Presidente Putin, con l’annessione della Crimea alla Federazione Russa seguita ad un’occupazione militare che ha infranto Accordi Internazionali a garanzia dell’integrità territoriale di Kiev, le clausole dell’Accordo sono venute meno.

Così, i rapporti contrattuali tra Gazprom e Kiev sono tornati ai parametri del 2009, quando, pur di ripristinare il flusso di gas interrotto dal Cremlino per destabilizzare la coalizione arancione filo europea al governo allora in Ucraina, l’ex-Premier ucraina Yulia Tymoshenko ha accettato l’imposizione di un tariffario superiore a quello applicato ai Paesi UE.

Pronta è stata la risposta alle pretese di Medvedev del Premier ucraino Arseniy Yatsenyuk, che ha definito il tariffario imposto da Mosca inaccettabile, ed ha assicurato in merito alla disponibilità di Kiev di saldare i debiti finora accumulati con Mosca.

Inoltre, Yatsenyuk, che ha illustrato come possano essere possibili anche pressioni di carattere energetico-commerciale ed economico da parte della Russia, ha dichiarato che il prezzo giusto per la vendita di gas all’Ucraina ammonterebbe a 268 dollari per mille metri cubi: un tariffario pienamente in linea con i parametri di mercato.

Per questa ragione, il Premier ucraino ha ventilato la possibilità che l’Ucraina interrompa le importazioni di gas dalla Russia. Per fare ciò, Kiev potrebbe contare sull’implementazione dello sfruttamento dei propri giacimenti e, sopratutto, sull’avvio dell’importazione di gas russo dalla Germania, che la compagnia tedesca RWE si è già detta pronta a vendere all’Ucraina attraverso i gasdotti di Polonia, Slovacchia ed Ungheria.

Kiev porta Mosca al ricorso all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma

Ancora più risoluta di quella del Premier ucraino è la posizione del Ministro dell’Energia Yuri Prodan, che ha dichiarato la possibilità di un ricorso dell’Ucraina presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma contro il tariffario iniquo applicato da Gazprom a Kiev. Per i russi non sarebbe la prima volta che Gazprom si trova a dover rispondere ad un ricorso deposto presso l’Arbitrato Internazionale. Già più volte nel passato la Corte di Stoccolma ha condannato le condizioni contrattuali imposte dal monopolista statale di Mosca ad altri Paesi a seconda di logiche politiche e geopolitiche, e non meramente commerciali.

 

(Matteo Cazzulani, La voce arancione)

Foto Bilfinger SE@Flickr

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