L’Europa approva la neutralità della rete

Le nuove norme approvate oggi dal Parlamento europeo trasformeranno l’Ue in un mercato unificato per le tlc: libero accesso alla rete e sal 2015 niente più tariffe di roaming. Da Wired.it.

Presto l’Europa potrebbe essere più unita, almeno sul versante del Web. Il Parlamento Europeo ha infatti dato l’ok ad un pacchetto di riforme del mercato delle telecomunicazioni, per garantire il libero accesso a internet all’interno dei paesi dell’UE. La decisione finale spetterà al parlamento che uscirà dalle imminenti elezioni di maggio, e dovrà quindi essere ratificata dai singoli stati dell’Unione, ma si spera che sia approvata in via definitiva entro la fine del 2014. La riforma, passata con 534 voti a favore e 25 contrari, è disegnata intorno a due temi fondamentali: Net Neutrality (o neutralità della rete) e tariffe di roaming.

Partiamo dal primo. Come viene chiarito nell’emendamento numero 234 del testo, per Net Neutrality si intende: “Il principio secondo cui tutto il traffico internet deve ricevere lo stesso trattamento, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze, indipendentemente da chi invii i dati, da chi li riceva, dal loro tipo e contenuto, dal dispositivo utilizzato, dal servizio e dall’utilizzo”.

Fondamentalmente, le nuove norme serviranno ad impedire agli operatori di telecomunicazioni di restringere o aumentare il prezzo di determinati servizi a vantaggio di altri, come invece avviene oggi, ad esempio, nel caso di Skype, bloccato da molti provider europei per promuovere altri programmi di Voip. Visti gli interessi in ballo, quello della Net Neutrality è stato il vero punto caldo della votazione, protagonista di un’autentica battaglia combattuta, a suon di emendamenti, sulla definizione di “servizi specializzati”.

È ovvio infatti che determinati servizi, come l’Iptv (la televisione via internet) devono poter essere trattati diversamente dal normale traffico web, per via dei loro differenti requisiti tecnici. Il primo testo presentato al Parlamento europeo lasciava però troppo spazio alla definizione di questi servizi specializzati, creando il rischio che i provider li utilizzassero come scappatoia per ignorare le nuove norme. Per questo motivo, verdi, socialisti, liberali ed esponenti della sinistra dell’Europarlamento hanno proposto un pacchetto di emendamenti, approvati dopo una lunga battaglia in aula, che restringono l’applicazione del termine a servizi che siano alternativi al normale traffico internet, e che non ne restringano in alcun modo l’accessibilità.

Il secondo punto chiave del testo è lo stop alle tariffe di roaming, che entrerà in vigore entro il 2015. I gestori di telefonia mobile non potranno quindi più aumentare le tariffe per chi si sposta all’interno dei confini dell’Ue, a tutto vantaggio non solo degli utenti, ma anche aziende e start up che forniscono servizi localizzati, o Location-based service, che diventeranno molto più convenienti da usare anche per chi viaggia.

La speranza, insomma, è che con l’approvazione definitiva delle nuove leggi l’Europa si trasformi in un mercato unificato per le telecomunicazioni, capace di produrre innovazione e attrarre start up di servizi digitali. Secondo i promotori della riforma, internet si trasformerà così in un motore capace di trainare i paesi dell’UE fuori dalla attuale crisi economica, migliorando la competitività, la crescita economica, l’occupazione e lo sviluppo sociale (il contrario di quello che pensano in America, dove invece la Net Neutrality l’hanno demolita).

I grandi scontenti per la riforma sono ovviamente i gestori di telefonia mobile. In una nota della loro associazione, la Gsma, si legge infatti che “Il pacchetto di norme non riesce a rispondere alle sfide chiave del settore, ovvero stimolare la crescita e gli investimenti. Gli operatori di network devono avere la possibilità di sviluppare servizi per rispondere ai bisogni dei consumatori, e stabilire quindi prezzi differenti per prodotti differenziati”.

(Simone Valesini, via Wired.it)

Foto Steve Rhode@flickr

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