Guerre: Quello che accade in Ucraina e quello che accade nel tuo quartiere

Si era partiti parlando di invasione e invasori, il mondo occidentale lanciava strali contro la Russia; poi sulla questione Ucraina hanno iniziato a dipanarsi le nebbie e sono emersi molti elementi interessanti che hanno animato la scena e che hanno permesso di avere un’idea un po’ più ampia rispetto a quella offerta dalla propaganda. Ma soprattutto: partendo dal lontano “là”, impariamo anche a capire il più vicino “qua”. Vi proponiamo un contributo da “Low Living High Thinking” sull’evoluzione della “polveriera diplomatica” russa.

Tutti conoscono i veri motivi che stanno dietro il braccio di ferro tra Europa e Stati Uniti da un lato e Russia dall’altro, con la situazione creatasi in Ucraina e di conseguenza in Crimea, vero?

Tutti sanno che l’Europa si prefigge almeno tre scopi:

  • annettersi un’altra economia debole, per creare una situazione economica sempre più favorevole (prima di tutto in termine di costo del lavoro) ai gruppi di potere finanziario sovranazionali;
  • isolare ulteriormente la Russia dal punto di vista del traffico di certe risorse energetiche;
  • minacciare direttamente la sua presenza militare nel Mar Nero.

Con quest’ultima mossa si vanificherebbe automaticamente la presenza russa nel Mediterraneo, dove l’unica base navale è in Siria: visto come si son messe le cose con l’aggressione a quel Paese, si otterrebbero i classici due piccioni con una fava. Ovvio che la Russia non ci sta: fatte le debite proporzioni, è come se i Giapponesi lavorassero per convincere le Hawaii a staccarsi dagli Stati Uniti e passare con loro…

Ma presumiamo che tutti coloro che bazzicano da queste parti siano più o meno a conoscenza di questo scenario. E che quindi nessuno creda che Yanucovych sia il mostriciattolo di turno (il Gheddafi, l’Assad, il Saddam…), da liquidare per dare la libertà ai poveri ucraini, vero? Per carità, Yanucovych sarà anche “figlio di” e corrotto quanto si vuole: ma sempre nella media dei politici di altri Stati del Terzo Mondo, come l’Italia.

Questo contributo vorrebbe pertanto rappresentare solo uno spunto di riflessione, proprio in riferimento alla propensione degli italiani ad esercitare un’attività politica autonoma: cioè verso la democrazia diretta o “di base”, che dir si voglia.

[…]

Continua a leggere l’articolo originale.

(Alberto Rizzi e Andrea Strozzi – Low Living High Thinking, via Ilcambiamento.it)

Foto: piazza maidan Ucraina 21-2-2014

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