Noi Italiani, si sa, siamo un popolo di esploratori

Noi Italiani, si sa, siamo un popolo di ESPLORATORI. Spinti dalla memoria dei racconti di Marco Polo o dalle imprese di Cristoforo Colombo, ci avventuriamo verso nuove mete e nuovi traguardi, in mondi sconosciuti, per il sublime piacere della scoperta. In tutti i campi. Anche quello delle vette sciabili. Per cercare posti nuovi e rinnovare le emozioni in scenari imprevisti.  Consapevolmente ci  lasciamo alle spalle la nostra bella Italia, quella delle incredibili località alpine.

Così è successo lo scorso febbraio.

Spinta per lo più dal desiderio di conoscere nuove abitudini, usi e costumi, una squadra di sciatori (Filippo Maria Conti, Andrea Montani, Massimo Marzioni, Enrico Percivalli, Gabriele Barbacucchia più due sherpa) capitanata dall’allenatore Lorenzo Alesi, formalmente la squadra di rappresentanza del Comitato Umbro-Marchigiano della Federazione Italiana Sport Invernali, si è iscritta alle gare FIS nella località slovacca di Strbske Pleso.

Con l’umiltà dell’Esploratore ci avventuriamo oltre i confini, atmosfere straniere, sapori e odori altri, luci diverse e nello stesso tempo ancora familiari.

L’incanto che ci si para davanti è uno spettacolo quasi impossibile da raccontare.

Lorenzo ci ha provato in un articolo della rivista “Il mondo della neve. Sci”. Non basterebbe un romanzo. Cosa dire dei Monti Tatra, e ancora della cultura dello sport in quei luoghi. Del grande rispetto per la natura e nello stesso tempo della felice riuscita tecnologica delle località sciistiche slovacche.

Il miracolo del buon funzionamento dei Fondi europei hanno permesso di fare dei confronti tra i servizi delle località sciistiche slovacche e quelle italiane. I servizi slovacchi sono onestamente più avanzati di quelli italiani. Malgrado la storia dello sci alpino sia più italiana che slovacca.

Impianti di risalita di ultima generazione, tornelli per skipass con riconoscimento facciale “antifurbochesicompraloskypassusato” (Jasna), trenini che si arrampicano e che portano persone a sciare passando per molte località. Insomma, una felice esplorazione con tanto di scoperte sensazionali. La foresta incantata tranciata dell’uragano del 2004, i rosa struggenti del tramonto, l’allegria e la felicità delle persone che si incontrano, la festosità  dei locali. Tutto molto bello. Ma viva gli Italiani che hanno l’umiltà di scendere dalle loro splendide Alpi per abbattere confini e farsi esploratori. Torniamo a casa più ricchi. In fondo la cosa più importante è essere vivi di sensazioni!

(Rita Correnti)

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