UE, Barroso: se questa Europa non vi piace, cambiatela in meglio!

La Commissione Europea ha organizzato a Bruxelles giovedì 27 marzo un dibattito pan-europeo, in seguito ai cinquanta dialoghi con i cittadini organizzati negli Stati membri. I cittadini vi hanno preso parte esprimendo le proprie opinioni, le loro preoccupazioni e le loro proposte in merito all’Europa. Alcuni partecipanti, esattamente tre per ogni dialogo, sono stati invitati dalla Commissione a partecipare all’evento pan-europeo. I dialoghi con i cittadini europei sono iniziati nel settembre 2012 per continuare durante tutto il 2013, Anno Europeo dei Cittadini. Queste iniziative partivano dalla consapevolezza che l’ascolto dei cittadini è uno strumento fondamentale per il rafforzamento della legittimità democratica europea.

Nella prima parte dell’iniziativa, dieci membri della Commissione Europea, i Vicepresidenti Reding e Rehn e i commissari Potočnik, Vassiliou, De Gucht, Damanaki, Hahn, Hedegaard, Andor e Mimica, hanno incontrato piccoli gruppi di cittadini. Il pomeriggio ha invece visto protagonista il Presidente Barroso. La partecipazione è stata ovviamente garantita anche sui canali social, come Facebook e Twitter, con l’hashtag #EUdeb8.

La Vice Presidente Viviane Reding ha specificato come le elezioni di maggio debbano essere profondamente europee. Reding ha però precisato che la democrazia non si deve limitare al momento elettorale: è necessario discutere sul futuro dell’Europa con le persone a livello micro, quindi a livello locale, durante tutto l’anno.

Maria Damanaki, Commissario per la Pesca e gli Affari Marittimi, ha affrontato, insieme al Commissario Olli Rehn e ai cittadini, il tema “Superamento della crisi: solidità e solidarietà”. Il Commissario Damanaki ricorda come il concetto di solidarietà sia profondamente diverso da quello di filantropia: si tratta infatti di supportarsi l’un l’altro nel ricercare insieme un obiettivo condiviso per proteggere la nostra casa comune, l’Europa. L’Europa è insieme solidarietà e responsabilità.

Altro tema emerso dal dibattito è stato quello della disoccupazione giovanile: nonostante l’adozione della Garanzia per i Giovani, di fronte alla debole risposta dei mercati del lavoro, è necessario favorire la mobilità e difendere la libera circolazione, perché i lavoratori possano accedere a mercati più favorevoli.

Il Commissario per le Politiche Regionali Johannes Hahn ritiene che esse abbiano un ruolo duplice: da una parte devono ridurre la disparità tra le regioni, dall’altra devono fornire l’incentivo finanziario per condurre a obiettivi europei ancora più ampi, magari nel quadro di Europa 2020. “C’è una tendenza a nazionalizzare i successi e ad europeizzare i problemi”, per questo il ruolo delle autorità locali e regionali è vitale.

Neven Mimica, Commissario per la Tutela dei Consumatori, ricorda come sia importante discutere con i cittadini: l’impatto e gli effetti della politica dei consumatori è una questione importante ed è necessario dibatterne e ascoltarli per comprendere le loro preoccupazioni. Il Commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari Sociali e l’Integrazione, László Andor, ha invece posto al centro il tema del lavoro, ricordando come si sia cercato di privilegiare l’occupazione giovanile tramite un piano che prevede che i giovani non restino disoccupati per troppo tempo, ma ricevano il sostegno necessario da parte dei servizi pubblici per l’impiego.

Riformare e modernizzare il modello europeo di economia sociale di mercato è la sfida che si pone il Commissario Olli Rehn, cercando di coniugare imprenditorialità, innovazione competitiva e giustizia sociale, in vista di una maggior crescita di posti di lavoro. Al momento le preoccupazioni sono due: da una parte l’Ucraina e le relazioni tra Europa e Russia, dall’altra l’economia e la disoccupazione, in particolare quella giovanile.

“La mia risposta è chiara: diamoci da fare! Se questa Europa non vi piace, cambiatela in meglio!” aveva anticipato il Presidente Barroso, che mirava ad un reale coinvolgimento dei cittadini in un dibattito che potesse illustrare come l’Unione Europea dovesse evolvere in futuro, sia in ambito economico sia in termini politici. Anche la Vice Presidente Viviane Reding ha desiderato evidenziare che il futuro è una scelta, estendendo un invito a tutti i cittadini: che credano o meno nell’Europa, comunque fanno parte di questo grande disegno che è l’Unione: “Scegliete l’Europa che volete”. Maggio non è poi così lontano.

(Federica D’Errico, via Rivistaeuropae.eu)

Foto wikimedia commons

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