Costo del lavoro: +0,9% l’anno scorso, lavoratori slovacchi i più produttivi nella CEE

Il costo del lavoro in Slovacchia è cresciuto nel 2013 ad un ritmo simile a quello globale dell’Unione Europea, lo 0,9%, secondo un’analisi fatta da UniCredit Bank e pubblicata lunedì nella newsletter Weekly Notes. Mettendo a confronto il costo dei lavoro nei vari paesi membri UE, l’analisi firmata da Lubomir Korsknak indica che se Romania ed Estonia hanno visto un costo in valuta euro aumentato di ben il 6,7%, a Cipro e in Grecia è invece significativamente diminuito. Rispetto agli altri paesi del Gruppo di Visegrad (V4), il costo del lavoro in Slovacchia è aumentato più lentamente che in Polonia, ma più veloce di quello registrato nella Repubblica Ceca e in Ungheria. In questi due casi, un ruolo significativo è stato rilevato nell’indebolimento registrato nei tassi di cambio delle valute nazionali contro l’euro, accrescendo la competitività della propria forza lavoro nel confronto internazionale. Il costo dei dipendenti in Repubblica Ceca e Slovacchia si è quasi pareggiato, ma «il lavoratore slovacco medio ha generato un maggior valore aggiunto allo stesso costo», si legge nell’articolo.

La produttività del lavoro misurata come valore aggiunto per addetto in Slovacchia è la più alta tra tutti i paesi dell’Europa centrale e orientale membri dell’UE. È la Slovenia il paese che nella regione ha i costi del lavoro più alti.

(Fonte Unicredit)

Foto myfuturedotcom/flickr

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