Il „doppio passaporto“ non piace a tanti, non solo in Slovacchia

Continuano ad alimentarsi, propagarsi ed infittirsi i cori di opposizione al progettato disegno di legge che il nuovo Parlamento Ungherese dovrebbe approvare a breve, nel quale vengono rimodulati in toto i criteri di attribuzione della seconda cittadinanza. La Slovacchia già da settimane sostiene l’illegittimità del procedimento, alla cui base non vi è stato alcun accordo tra i due Paesi, e che genererebbe inutili, ulteriori frizioni con la minoranza Slovacca di etnia Ungherese. Il Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak ha incontrato Lunedi scorso gli ambasciatori dei Paesi UE e delle Nazioni appartenenti alla Nato in un briefing sull’argomento. Aggiungendo di avere già ricevuto molteplici segnali che il provvedimento genererebbe incomprensioni, confusione, ed anche, apertamente, contrarietà. Il Ministro ha rafforzato la propria tesi sottolineando l’intervento di un esponente del Congresso degli Stati Uniti –Alcee L. Hastings, secondo il quale: „ il provvedimento è di estrema negatività, creando anche in qualche maniera un certo parallelismo con quanto accaduto tra Russia e Georgia“. Nel frattempo, è ritornato a Budapest Peter Weiss, Ambasciatore della Slovacchia, dopo essere stato richiamato a Bratislava per consultazioni la scorsa settimana. Il Premier Fico ha negato l’ipotesi di chiudere l’ambasciata, dichiarando: „abbiamo bisogno di avere l’amabsciatore a Budapest per ricevere informazioni di prima mano“. Fico ha poi continuato: „stiamo continuando ad onorare, per nostra parte, gli impegni internazionali contratti con l’Ungheria“.

(Fonte Tasr)

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