Emendamento costituzionale su giustizia e matrimonio avanti in seconda lettura

L’emendamento costituzionale elaborato da Smer-SD insieme al Movimento Cristiano Democratico (KDH) sulla riforma del sistema giudiziario e la definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna, ha fatto un passo avanti, passando in seconda lettura in Parlamento grazie al voto a favore di 103 deputati sui 126 presenti.

Oltre a Smer e KDH il disegno di legge è stato sostenuto da deputati di Gente Comune e Personalità Indipendenti (OLaNO), dall’ex Premier Mikulas Dzurinda di SDKÚ-DS e da alcuni deputati indipendenti. Secondo il presidente KDH Jan Figel, il voto è una vittoria del buon senso e della responsabilità contro la politicizzazione e le ideologie.

Tra le riforme giudiziarie incluse nell’emendamento vi sono l’abolizione del potere del presidente del Consiglio giudiziario di sceglierne tre dei suoi membri, e il contestuale aumento del numero dei giudici del Consiglio eletti e revocati dal parlamento e dal governo, insieme a una lieve riduzione dei membri. La legge vigente stabiliva la nomina dei membri del consiglio in questo modo:  otto eletti dai giudici, e tre ciascuno da presidente, parlamento e governo. Il numero complessivo dei giudici membri dovrebbe poi scendere a 16 dagli attuali 18.

Si è introdotta la disgiunzione delle cariche di presidente della Corte Suprema e presidente del Consiglio Giudiziario, attualmente detenute da una sola persona; quest’ultima sarà eletta dal consiglio stesso; e viene introdotto un limite massimo di due mandati consecutivi per il presidente.

I giudici dovrebbero anche essere spogliati della loro immunità penale: non sarà più necessario il via libera della Corte Costituzionale per perseguire penalmente i giudici. Rimarranno comunque coperte da immunità le decisioni dei giudici in sede giudicante. Si dovrà inoltre compilare un codice etico per tutti i giudici, che sarà posto sotto il controllo del Consiglio giudiziario.

Non è stato inserito per il momento l’obbligo del nulla osta di sicurezza per accedere alla carica di giudice, come vorrebbe Smer, perché al momento manda un accordo pieno dei deputati che sostengono l’emendamento.

L’opposizione ha tentato inizialmente di opporsi alla discussione della proposta in tempi così rapidi, sospettando (un sospetto certamente fondato) che Smer intendeva incassare un risultato a brevissimo per favorire la vittoria di Robert Fico al secondo turno delle elezioni presidenziali del 29 marzo. L’accordo tra Smer e KDH per il sostegno alle reciproche istanze – sulla giustizia per Smer e sul matrimonio per KDH – è di pochi giorni fa, e il capo del Parlamento, il socialdemocratico Pavol Paska, lo ha messo in discussione giovedì 20 marzo, appena una settimana prima dell’appuntamento elettorale.

Critica la Commissione parlamentare per i diritti LGBTI (di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali), che il 19 marzo ha adottato una dichiarazione sul fatto che la proposta di modifica della Costituzione mira probabilmente a prevenire ogni possibile soluzione legislativa che riconosca relazioni omosessuali.

(Fonti di agenzia varie)

Foto nrsr.sk

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