Matovic: Sulik e la Radicova hanno promesso di inserire le nostre richieste nel programma

Il piccolo gruppo ‚Ordinary People‘, quattro deputati eletti nelle file del partito Libertà e Solidarietà (SaS) sa far parlare di sé spesso. Ha risalito, dalle ultime posizioni nella lista dei 150 candidati SaS, fino ad essere eletti tra i soli 22 deputati del partito. Il loro capo Igor Matovic ha gridato ad un tentativo di corruzione poco dopo le elezioni da parte di non ben identificati „imprenditori“ per non sostenere la fiducia ad un Governo di destra, cosa poi dequalificata dallo stesso Matovic a semplice „scherzo“ di un amico (ma il presidente Sas Sulik ha presentato denuncia per capire se la cosa fosse reale o meno). Poi al momento dell’elezione della Presidenza del Parlamento – destinata allo stesso Sulik – nella prima votazione sono mancati alla coalizione proprio quattro voti… quasi si trattasse di un messaggio in codice. Allora si dette la colpa a errori dei „novelli“ deputati che non sapevano ancora usare il sistema di voto elettronico.

Ora – Venerdì – sempre Matovic lamenta la possibile non inclusione delle priorità della sua fazione nel progetto di Manifesto del Governo. Nonostante sia Sulik che la Radicova gli abbiano promesso di fare il possibile. «Sulik mi ha promesso il primo giorno dopo le elezioni che le nostre richieste faranno parte del Manifesto di Governo,anche se non tutte», aveva detto Matovic. Ma Venerdì ha espresso il suo scetticismo sulla questione. In ogni caso Matovic avrebbe assicurato che ‘Ordinary People’ voterà il Manifesto quando si terrà la fiducia in Parlamento.

Si tratta ancora forse di un avvertimento? Se Matovic e i suoi non dovessero per qualche ragione votare a favore, il Governo non avrebbe la fiducia. I numeri sono implacabili: la coalizione di Governo ha 79 voti in Parlamento. La maggioranza è data da 76 deputati e, se ‘Gente Ordinaria’ vota contro o si astiene, il Governo può contare soltanto su 75 voti, la metà esatta del Parlamento. Così Matovic è in grado di tenere in scacco il Governo. Vedremo come andrà a finire, ma con queste premesse per il Premier slovacco potrebbe essere più complicato del previsto.

Per quanto riguarda altre questioni, come la riduzione delle immunità parlamentari, Matovic propone di basare gli stipendi dei parlamentari sulla loro presenza in Parlamento, e ritirare il mandato dei deputati che mancano a oltre il 20% dei voti (tranne che per motivi di salute). Allo stesso modo, secondo lui le pene ai politici per corruzione dovrebbero essere il triplo di quelle della gente comune, perché la condotta dei politici dovrebbero servire da esempio. Le idee non sono male, giustizialismo e moralismo. Ovviamente non potranno passare mai, ma qualcosa di simile potrebbe aiutare a dare maggiore credibilità alla politica – non solo in Slovacchia. A fine legislatura andremo a vedere se per caso non saranno però proprio i suoi uomini a cadere in questo genere di ‘errori’.

(Pierluigi Solieri)

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