Fiume avvelenato con ciaunuro, disastro ambientale vicino a Poprad (video)

Il fiume Poprad, che scorre nella Slovacchia orientale, è stato avvelenato con il cianuro due settimane fa. Per ripristinare la situazione precedente, ha scritto Pravda nell’edizione di oggi, ci vorranno almeno cinque anni. Il livello di contaminazione è così alto che è stata del tutto distrutta la vita nel tratto in questione, lungo circa sette chilometri, con la morte di pesci e piante. Gli ispettori ambientali incolpano per l’inquinamento la zona industriale Matejovce, vicino alla città di Poprad (regione di Presov), dato che la parte contaminata del fiume parte proprio da lì in direzione Kezmarok. L’Ispettorato ambientale slovacco ha rilevato una quantità di cianuro nel fiume di venti volte superiore al livello consentito.

Il direttore del Parco Nazionale degli Alti Monti Tatra (TANAP), Paul Majka, ha detto che l’avvelenamento del fiume, un atto che ha lo stesso impatto di un grande incendio boschivo per la sua capacità di uccidere qualunque forma di vita e mettere a rischio quella futura per molti anni, e si augura che venga presto trovato il colpevole. Egli non sa spiegarsi come una cosa del genere possa accadere nel 2014. La zona colpita, ha sottolineato, è un’area di importanza europea.

La polizia ha aperto un’inchiesta penale per danni ambientali, e ha assunto un esperto che esaminerà campioni di acque e carcasse di pesci. L’indagine potrebbe portare a sanzionare l’autore o gli autori con una multa fino a 166 mila euro, livello mai raggiunto per un disastro ecologico in Slovacchia, e a una pena di un anno di carcere. Gli occhi degli investigatori si sono indirizzati in particolare verso due grandi aziende nella zona industriale Matejovce, una delle quali produce lavatrici e l’altra bollitori (*), secondo Pravda. Un veterinario ed esperto forense ha detto al giornale che si potrebbe trattare di un’azienda che effettua processi di cromatura o zincatura.

Il cianuro, in varie forme, viene utilizzato da pochi settori specifici, di solito per estrarre e trattare i metalli (come nell’industria mineraria per ricavare oro e argento) o nell’industria chimica e plastica (per produrre ad esempio il metil-metacrilato, conosciuto come perspex o plexiglass, o un semi-lavorato del nylon), ma anche nella gioielleria, nella produzione fotografica, o viene usato per certi insetticidi o topicidi.

(La Redazione, Fonte Pravda, video TA3)

(*) in una versione precedente dell’articolo avevamo scritto “e l’altra caldaie”, termine quest’ultimo che ci è stato contestato dalla società Immergas  Europe s.r.o., che ha sede nella zona industriale in oggetto e che, pur riconoscendo a Buongiorno Slovacchia la buona fede, ha specificato che il termine “bojlery” del quotidiano Pravda deve essere tradotto con “bollitori” e non con “caldaie”, come quelle che escono dalle linee produttive di Immergas. L’amministratore delegato dell’azienda Leonardo Perla ci ha illustrato come lo stabilimento di Poprad: 1) effettua ZERO emissioni in acqua e 2) non è collegato con corsi d’acqua che poi confluiscono nel fiume Poprad e pertanto nemmeno volendo potrebbe essere sospettato di quanto avvenuto.

Foto Marc AuMarc@Flickr

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