La Slovacchia offre all’Ucraina assistenza medica. Nessuna invasione di profughi per ora

La Slovacchia offrirà aiuti umanitari all’Ucraina. Lo ha deciso questa mattina (21 febbraio) nel corso di una riunione straordinaria il Consiglio di Sicurezza della Slovacchia, che ha autorizzato il Vice Primo ministro e Ministro degli Affari esteri Miroslav Lajcak ad offrire ufficialmente all’Ucraina assistenza medica in Slovacchia. Secondo il Primo ministro Robert Fico la Slovacchia è anche pronta ad ammettere immediatamente l’ingresso di centinaia di potenziali migranti. Se le autorità ucraine lo chiedono, siamo pronti a dare assistenza medica d’urgenza alle persone che sono state ferite, ha detto Fico.

Il ministro Lajcak ha informato il consiglio della decisione presa ieri dai ministri UE a Bruxelles per adottare sanzioni verso le persone responsabili di violazioni dei diritti umani e della violenza in Ucraina. Le sanzioni comprendono il congelamento dei conti di tali individui nelle banche europee e il divieto di ingresso nell’UE. La lista nera dei nomi, che un team di esperti sta completando, comprende funzionari governativi ucraini, ma anche alcuni manifestanti.

Il comitato di crisi del Ministero degli Affari esteri ha poi adottato misure per garantire la sicurezza dei dipendenti presso l’ambasciata slovacca a Kiev e il consolato generale a Uzhgorod.

Politici di diversi partiti di opposizione hanno sollecitato il governo a fare il massimo per aiutare con cure mediche e aiuti di altro tipo, gli ucraini coinvolti negli scontri degli ultimi giorni. La Slovacchia non può stare a guardare mentre in Ucraina avvengono eventi tragici come questi, ha detto il vice presidente di SDKU-DS, Ivan Stefanec, mentre il deputato Martin Poliacik di SaS intende partecipare a una protesta davanti all’ambasciata dell’Ucraina oggi pomeriggio a Bratislava (dalle 15:00, e dalle 17:00 su Hlavne Namestie). Amnesty International Slovensko e l’Ong slovacca People in Need, che parteciperanno alla protesta (e così faranno alcuni rappresentanti degli ucraini che vivono in Slovacchia) hanno annunciato una nuova campagna di raccolta fondi a sostegno del popolo ucraino.

Già ieri si è radunato un centinaio di persone davanti alla sede diplomatica ucraina a Bratislava per onorare le vittime delle manifestazioni anti-governative a Kiev, con giovani ucraini che vivono in Slovacchia che hanno accesso candele insieme in memoria dei morti a un numero di partecipanti slovacchi. Tra questi anche l’ex Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (ex SDKU-DS, ora deputato indipendente). Questo è il minimo che possiamo fare per sostenere le persone che combattono per la libertà e anche per tutti coloro che sono morti, ha detto la politica.

Il Ministro degli Interni Robert Kalinak si recherà oggi nella zone di confine della Slovacchia orientale per verificare di persona la situazione.

Il quotidiano Sme, che ieri aveva tranquillizzato i lettori sull’eventuale arrivo in massa di ucraini in fuga verso la Slovacchia, scrivendo che non era vero niente e non c’era stato nessun aumento significativo delle richieste di visto per passare il confine (con 400 richieste in tutto il mese di gennaio), oggi avverte che in caso di incremento dei profughi dall’Ucraina la Slovacchia è pronta ad ammettere immediatamente cinquecento persone nei campi di prima accoglienza per i rifugiati. Questa è la capienza disponibile nei campi gestiti dall’ufficio immigrazione, secondo quanto detto al giornale dal Ministero degli Interni. La Slovacchia, scrive Sme, dispone di tre campi profughi, a Humenne, Opatovská Nova Ves e Rohovnce, e un centro di integrazione dei rifugiati a Zvolen.

Al momento non si registrerebbero aumenti nelle domande di visto da parte ucraina, ma se i rifugiati chiedono la protezione internazionale il processo sarà regolato dalla legge sull’asilo.

Ma se l’Ucraina dichiara lo stato di emergenza, la Slovacchia non sarà preparata per un potenziale afflusso massiccio di rifugiati, è l’opinione di Ivo Sanson, direttore dell’Istituto di difesa ed esperto di sicurezza per le Forze armate e per gli affari esteri. Se i profughi diventassero non centinaia ma migliaia o decine di migliaia, la Slovacchia non sarebbe in grado di affrontare una crisi così grande senza l’ aiuto dell’Unione Europea.

(La Redazione, Fonte Tasr, Sme, altri)

Foto: da video Kiev 20.02.20114, trasporto morti e feriti all’hotel Ukraina

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