Italia, sospesa la trattenuta del 20% sui bonifici dall’estero

È entrata in vigore in Italia ad inizio febbraio, ed è stata  sospesa ieri con un provvedimento urgente dell’Agenzia delle Entrate la norma che obbliga gli istituti di credito italiani a trattenere una quota pari al 20% sui bonifici provenienti dall’estero e diretti a persone fisiche in Italia. La faccenda, della quale si sapeva ben poco fino a lunedì – era stata soltanto anticipata dal Sole 24 Ore il 13 febbraio – era una gran brutta notizia per chi lavora con aziende estere o riceve, per qualche motivo, dei soldi da oltre frontiera (anche nel caso di versamenti da parenti all’estero). Nonostante sia entrata in vigore dal 1° febbraio di quest’anno, la cosa era rimasta sotto silenzio fino a pochi giorni fa e, in generale, nel Belpaese sembra che nessuno ne sapesse nulla, nemmeno gli operatori delle stesse banche. Il Sole 24 Ore, primo tra i media mainstream, indicava che si tratta dell’articolo 4, comma 2, Dl n. 167/90 modificato dalla legge 97/2013, che è semplicemente entrato in vigore come previsto.

La trattenuta automatica del 20% avrebbe avuto titolo di acconto e poteva essere rimborsata giustificando la provenienza del denaro. Per il bonifico straniero ad un privato, il cittadino avrebbe dovuto dimostrare la natura del denaro ricevuto. Trattandosi di un reddito di qualche tipo, quel 20% sarebbe stato considerato un acconto sulle tasse da pagare l’anno successivo. Se il denaro versato aveva altra natura (un parente che invia denaro o la restituzione di una caparra o di un prestito ecc…) allora il contribuente aveva un anno di tempo per giustificare l’entrata non avente natura reddituale e chiederne la restituzione. Agendo tuttavia in via preventiva, presentando un’autocertificazione, si sarebbe potuto bloccare il prelievo del 20%.

La direttiva del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2013/151663 del 18/12/2013 portava a considerare automaticamente ogni bonifico dall’estero come reddito imponibile, salvo prova contraria da fornirsi a cura del contribuente, una mossa quanto meno sconcertante. Le persone fisiche che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo, tuttavia, non sarebbero stati soggetti alla ritenuta poiché si presumeva che i bonifici esteri riguardassero le loro attività e l’intermediario si doveva limitare a segnalare l’operazione al Fisco.

La dichiarazione preventiva o successiva sarebbe dovuta essere presentata al bancario di turno che però sembrava cadere letteralmente dalle nuvole e non saperne nulla. La cosa che inquietava di più era il fatto che per questa norma non sembrava esserci una pianificazione chiara per gestirla e sia le banche che i commercialisti – e addirittura le stesse filiali dell’Agenzia delle Entrate – risultavano alquanto sconcertate e indecise sul da farsi. Qui un dossier del Sole 24 Ore pubblicato lunedì sulla documentazione per evitare la ritenuta.

Il primo versamento le banche lo avrebbero dovuto fare entro il 16 luglio prossimo, andando a cumulare tutti i bonifici in entrata nel periodo 1 febbraio – 30 giugno 2014. Da quel momento in poi l’obbligo avrebbe avuto cadenza mensile. Le banche avevano anche l’obbligo di comunicare al Fisco l’elenco di tutti i beneficiari di bonifici provenienti dall’estero, che abbiano o meno pagato la ritenuta.

Diverse e immediate le reazioni dalle associazioni di consumatori e dal mondo della politica, a partire da Beppe Grillo che ha accusato il Ministro e l’Agenzia delle Entrate di abuso di potere e dell’ennesima vessazione all’indirizzo dei contribuenti, «considerandoli evasori a prescindere, fino a prova contraria». Anche i parlamentari eletti all’estero hanno annunciato battaglia sul provvedimento, che Laura Garavini (PD) giudicava vessatorio e addirittura potrebbe infrangere le normative comunitarie in materia di libera circolazione. «Non si può agire come se tutti i cittadini, anche quelli onesti, fossero pericolosi evasori fiscali», ha detto la deputata eletta nella circoscrizione Europa forte del sostegno dei suoi colleghi di altri partiti votati all’estero.

Sempre il 24 Ore, del resto, aveva scritto ieri che Bruxelles voleva vederci chiaro e analizzare se l’obbligo violasse o meno il principio di libertà di movimento delle persone. La Commissione avrebbe dovuto valutare se si tratta di una misura «proporzionata» o no dato che potrebbe esserci una giustificazione al diverso trattamento tra cittadini italiani e cittadini di altri paesi.

Ma ieri il colpo di scena: la cosa, che sarebbe stata anche tra i temi di cui hanno parlato Beppe Grillo e Matteo Renzi nel corso delle consultazioni per la formazione del nuovo governo, ha visto nel pomeriggio il dietrofront del Tesoro. Ritenuta sospesa e restituzione degli eventuali acconti già trattenuti dalle banche. Le ragioni “ufficiali” dello stop alla normativa fornite dal Tesoro e dall’Agenzia delle Entrate, però, scrive oggi Il Fatto Quotidiano, sono discordanti. Il provvedimento dell’Agenzia parla di «difficoltà applicative riscontrate dagli intermediari e dai contribuenti in ordine ai suddetti obblighi e alle necessarie implementazioni procedurali». Il Ministero dell’Economia, invece, cita l’«evoluzione del contesto internazionale», facendo riferimento agli sviluppi «in materia di contrasto all’evasione fiscale cross-border, che ha subito una forte accelerazione, attraverso la creazione di un modello di accordo intergovernativo (Iga) per lo scambio di informazioni tra gli Stati Uniti e gli altri paesi, che fa ritenere ormai superata la disposizione che ha introdotto la predetta ritenuta alla fonte». Secondo l’Agenzia, però, il provvedimento potrebbe essere ripristinato dal 1° luglio dal nuovo governo.

(La Redazione, Fonti varie)

Foto roijuane / sxc.hu

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google