Due sloveni condannati a Trnava per traffico di droga nel caso del ‘camion turco’

Il caso del “camion turco” risalente al 2010 ha portato alla condanna di due cittadini sloveni, Alen Z. e Sebastjan M., che il tribunale distrettuale di Trnava ha condannati a 23 e 20 anni di carcere per aver finanziato e organizzato un trasporto di anidride acetica, una sostanza utilizzabile come reagente per la produzione di eroina, dalla Slovacchia alla Turchia. La droga, secondo il procuratore, avrebbe dovuta essere prodotta in Afghanistan.

La polizia slovacca venne a sapere del trasporto grazie ad un testimone anonimo che ha dato le informazioni per organizzare una operazione di polizia internazionale nel dicembre 2010, quando un camion con targa ceca partì da un magazzino a Dunajská Streda con un carico che il conducente era convinto essere di 17 tonnellate di disinfettante. Il vero contenuto del camion, l’anidride acetica, secondo il Ministero dell’Interno slovacco era stato rubato da una banda internazionale di droga da una fabbrica europea e avrebbe potuto essere utilizzato per la produzione di circa 400 chilogrammi di eroina. Destinazione finale della droga sarebbe stata l’Europa, inclusa la Slovacchia.

Il camionista ceco ha trasportato la sostanza dalla Slovacchia attraverso Ungheria, Romania e Bulgaria fino alla Turchia, e fu arrestato dai turchi al suo arrivo in un magazzino di Istanbul il 24 dicembre 2010. Venne rilasciato dopo quattro giorni, in seguito alla completa spiegazione delle circostanze, ma la polizia slovacca, che aveva seguito il carico per tutto il viaggio in una operazione che aveva coinvolto le forze di sette paesi, fu tenuta per qualche tempo sulla graticola dai media slovacchi e cechi. Le autorità hanno attribuito alla parte turca gli errori che hanno portato a terminare anzitempo l’operazione; con l’arresto dell’autista, infatti, non si è potuti arrivare a prendere i pesci grossi del traffico di droga. Inoltre, la Turchia espulse l’autista vietandogli di entrare nel Paese per un anno, cosa che rischiava di fargli perdere il lavoro dato che lo spedizioniere ceco titolare del mezzo lavora quasi esclusivamente con il paese mediterraneo. La polizia slovacca in un secondo momento risarcì il conducente con 25mila euro per il Natale passato in galera.

Quello di Trnava è il primo giudizio emesso per il caso. Il testimone è sotto la protezione della polizia e l’azione penale contro di lui è stata sospesa. I due sloveni hanno già impugnato il verdetto, e il tribunale di Trnava sta trattando altre imputazioni con un totale di otto persone a carico per lo stesso caso.

(La Redazione, Fonte Webnoviny.sk)

Foto Victor@Flickr

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