I politici slovacchi combattono l’apatia degli elettori prima del voto UE

Anche se alcuni partiti politici hanno intenzione di spruzzare la loro campagna politica per le elezioni europee con critiche all’Unione Europea, qualcosa di impensabile nel 2009 e nel 2004, è probabile che gli elettori slovacchi convoglieranno le loro energie verso un’altra gara politica, che si svolge più a breve, quella per la presidenza del Paese. La campagna per le elezioni presidenziali hanno già mostrato aspetti molto divisivi, influenzati anche da un pizzico di politica di estrema destra che ha recentemente fatto emergere il suo volto a livello regionale, scrive Renata Goldirova in un articolo per il sito EuObserver.com. Le elezioni europee, dice l’analista politico ed esperto di UE Radovan Geist, «sono viste come elezioni di seconda classe dai principali partiti politici». E il voto per il Parlamento nazionale supera il suo gemello europeo su tutti i fronti – che sia la lista dei candidati o la quantità di tempo, energia e denaro investito in campagna.

Ma c’è anche qualcos’altro , secondo Geist. «In Slovacchia, il processo di integrazione europea non è percepito come qualcosa guidato da interessi elettorali o preferenze». Egli collega il fenomeno delle complesse relazioni tra istituzioni nazionali ed europee e la distinzione chiara tra il “governo al potere” e “opposizione” a livello UE.

La Slovacchia, che ha aderito all’UE 10 anni fa, ha visto l’affluenza più bassa due volte di fila nell’appuntamento per il Parlamento Europeo. Solo il 19,6% degli slovacchi hanno votato alle elezioni europee del 2009 e il 16,9% nel 2004. Quest’ultimo è stato il livello più basso mai raggiunto nella storia dell’ex blocco comunista.

Le tematiche connesse all’UE raramente occupano la scena politica nazionale, secondo accademico e analista Eduard Chmelar. Durante le precedenti elezioni europee «non vi era alcun significativo conflitto politico che poteva aiutare la gente ad interessarsi», osserva. Ma questa volta potrebbe essere diverso. Alcuni politici contano di fare campagna su temi euroscettici.

Un nuovo sapore euroscettico

Il partito liberale Libertà e Solidarietà (SaS), che sostiene una “riforma profonda delle istituzioni dell’Unione Europea”, ha svolto un ruolo significativo nel crollo del governo del Primo ministro Iveta Radicova nel 2011. Al tempo, il partito, al governo con una coalizione di centro-destra, rimase fermamente contrario ad aumentare il contributo slovacco al fondo di salvataggio temporaneo della Zona Euro (EFS). Voleva anche che la Slovacchia rimanesse fuori del Meccanismo europeo di stabilità (ESM). Il leader di SaS Richard Sulik è il primo leader di un partito in Slovacchia ad essere interessato a un posto di eurodeputato, anche se a livello nazionale non ha la certezza di poter raggiungere la soglia necessaria per entrare in Parlamento.

Anche un altro partito di centro-destra di nuova costituzione, NOVA, ha messo due dei suoi vicepresidenti a guidare la sua lista europea ed ha impostato la sua campagna contro “gli sforzi di spostare l’UE verso una federazione politica”.

Continua a leggere l’analisi su EUObserver.com.

(Renata Goldirova, EUObserver.com)

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