Sprechi d’Italia: ENIT, il re degli enti inutili

C’è un ente inutile che nel solo 2013 ha speso 138 mila euro per comprare giornali e riviste, scrive Emiliano Fittipaldi in un articolo sull’Espresso di domenica 16 febbraio. Guidato da un gruppo di dirigenti che prende un’indennità mensile netta tra i 9 e i 17 mila euro (escluso lo stipendio base), con funzionari che vanno spesso e volentieri in alberghi a cinque stelle, l’ente brucia oltre 5 milioni di euro l’anno soltanto per pagare un centinaio di dipendenti all’estero. Si chiama Enit, e tra i tanti enti inutili che nessun governo è riuscito a cancellare, è di certo il più costoso.

Tutto quello che lo Stato gira all’Enit (circa 18 milioni l’anno, cifra che comunque negli anni si è andata sensibilmente riducendo) viene usato solo per coprire i costi di gestione, pagare ricche buste paga a direttori, dirigenti, presidenti e amministrativi (180 persone in tutto) e le spese di affitto delle 23 sedi sparse per il mondo. Emblema perfetto di uno Stato incapace di tagliare gli sprechi della pubblica amministrazione, per la promozione e le campagne pubblicitarie, alla fine della fiera, restano poche decine di migliaia di euro. Nulla, rispetto a quanto investito dai nostri rivali, Spagna su tutti.

Leggi l’articolo su L’Espresso

Immagine: Enit, locandine vintage – estampemoderne@flickr

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