UE: Gli indicatori sociali della crisi irrompono nel Semestre Europeo

L’obiettivo ‘EU2020’ di ridurre entro la fine del decennio di almeno 20 milioni le persone a rischio o in situazione di povertà e di portare al 75% il tasso di occupazione non è mai sembrato così lontano. Oggi, un quarto della popolazione europea è a rischio di povertà o di esclusione. La crisi economica ha comportato un aumento sostanziale dei livelli di disoccupazione e del numero di persone che necessitano di prestazioni sociali in tutta l’Unione. Nel contempo, nei Paesi con maggiori squilibri macroeconomici, il sostegno a settori come l’istruzione e il welfare è stato ridotto all’osso, sulla base di decisioni relative a tagli di bilancio e riforme strutturali assunte dalla Troika, un organismo non eletto. La crisi ha amplificato e rafforzato la percezione del deficit democratico nell’UE, in particolar modo nei Paesi fortemente indebitati della zona euro.

Il Parlamento europeo esercita un ruolo consultivo nel semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche nazionali. La proposta di relazione “Occupazione e aspetti sociali nell’analisi annuale della crescita 2014″, approvata in commissione Occupazione e Affari sociali lo scorso 23 gennaio, include l’ennesima richiesta di un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali, delle parti sociali e della società civile nel processo di governance economica dell’UE.

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(Federica Morelli, rivistaeuropae.eu)

Immagine sachman75/flickr+B.Slovacchia

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