A Bratislava il nuovo Premier ceco Sobotka parla con Fico di infrastrutture e UE

Come da tradizione, a simbolo degli ottimi rapporti esistenti tra Bratislava e Praga dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia, il nuovo Primo ministro ceco Bohuslav Sobotka, fresco di nomina, si è recato ieri, giovedì 13 febbraio, per la sua prima visita ufficiale all’estero, in Slovacchia. Sobotka ha incontrato il Premier Fico, il Ministro delle Finanze Peter Kazimir e il capo del Parlamento Pavol Paska. I due Primi ministri hanno discusso delle relazioni bilaterali, della positiva esperienza della Slovacchia nella lotta all’evasione fiscale, della cooperazione all’interno del gruppo di Visegrad (V4), e di una sessione congiunta tra i due governi ceco e slovacco.

La riunione congiunta degli esecutivi, che si terrà in Slovacchia, probabilmente prima delle elezioni europee del 24 maggio, dovrebbe essere concentrata sulle infrastrutture stradali di collegamento tra i due paesi, questione definita come priorità sia da Fico che da Sobotka, e poi sul settore energetico.

Il Premier ceco ha detto ai media dopo l’incontro che è necessario fare il possibile per migliorare i collegamenti tra Cechia e Slovacchia, che oggi sono (vergognosamente – ha detto) limitati a un solo collegamento autostradale. È vitale per le nostre regioni frontaliere e per la loro crescita economica, essere collegate da vie di rapida comunicazione, ha dichiarato Sobotka. Interessate da nuove vie di comunicazione sono le regioni ceche Zlin e Moravia-Slesia, e Trencin e Zilina in Slovacchia. Fico, dal canto suo, ha detto che la parte slovacca ha già preso decisioni specifiche per la costruzione della superstrada R6 da Puchov (regione di Trencin) verso il confine ceco. E questa, insieme alla R5, che dovrà collegare l’autostrada D3 in Slovacchia con la zona frontaliera vicino a Zilina, sono della massima importanza per la Slovacchia, ha sottolineato il Permier, convinto che la riunione congiunta ne faciliterà una costruzione veloce.

Partecipando a un Convegno nazionale sull’UE presso l’Università Comenius di Bratislava, i due hanno dichiarato che non è più il caso di definire i due paesi come ‘nuovi membri UE’ dopo ormai dieci anni di adesione [l’1 aprile prossimo – ndr]. Per questo, ci si muoverà per rivedere e possibilmente cancellare le diverse esenzioni dei ‘vecchi membri’ dell’Unione che li avvantaggiano nei confronti dei membri più recenti. Sarà una sfida comune all’interno della UE, poi, introdurre un migliore coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, allargare ulteriormente l’Unione e mantenere la sua competitività, secondo Sobotka. Una delle priorità della Repubblica Ceca sotto la sua guida, ha detto, sarà l’inizio dei preparativi per l’adozione dell’euro.

Fico, che ha sottolineato come la Slovacchia abbia rispettato tutti gli impegni relativi al trattato di adesione all’Unione Europea, compresa l’adozione dell’euro e l’ingresso nello spazio Schengen, ha dichiarato: «Siamo parte del nocciolo duro dell’UE».

Il PIL della Slovacchia è aumentato di un quarto da quando il Paese aderì all’UE nel 2004. Fico ha detto che oggi il Paese ha un PIL pro capite al 75% della media UE, contro un 80% della Repubblica Ceca. Una disparità tra i due paesi di gran lunga inferiore a quella esistente al momento della divisione della Cecoslovacchia nel 1993.

(La Redazione, Fonti varie)

Foto vlada.gov.sk

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