Stagionali slovacchi troppo cari, gli agricoltori assumono stranieri

In seguito alle modifiche al Codice del lavoro che hanno equiparato dallo scorso anno gli accordi di lavoro ‘dohoda’ (tipo co.co.pro) al lavoro dipendente, molti agricoltori hanno iniziato ad utilizzare per i loro impieghi stagionali dei lavoratori stranieri, lamentandosi che gli slovacchi sono diventati troppo costosi per loro. Ne scrive ieri in un articolo il quotidiano Sme. Per i coltivatori slovacchi è più conveniente assumere ucraini, bulgari o romeni, che si accontentano di salari inferiori.

Un’agenzia di risorse umane ha detto al giornale che in effetti anche loro hanno registrato un  aumento della manodopera proveniente da Romania e Bulgaria. Un’altra ricorda che il costo del lavoro per gli addetti assunti con accordi è rincarato di circa un terzo nell’ultimo anno, dato che anche i dohoda sono soggetti a contributi e tasse come un qualsiasi dipendente.

(Red)

Foto Let Ideas Compete@Flickr

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