*UN ANNO FA* – Poliziotti, insegnanti e assistenti sociali a scuola di romaní

Articolo uscito in origine su Buongiorno Slovacchia il 13/02/2013

Nella regione di Kosice 18 persone hanno volontariamente deciso di studiare la lingua romaní, con corsi che si svolgono due volte alla settimana per un periodo di quattro mesi, così da poter superare la barriera linguistica che complica il loro lavoro di tutti i giorni con la comunità rom. Metà dei partecipanti sono agenti della polizia municipale, tre sono insegnanti di una scuola materna locale che hanno alunni rom nel quartiere Lunik IX. Gli altri sono assistenti sociali, funzionari statali e volontari di Ong che realizzano progetti e trattano questioni rom.

Il corso è organizzato dall’Istituto Sociale dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV) di Kosice come parte del progetto slovacco-ungherese “Mappa sociale regionale”, con l’intento di migliorare la qualità della vita delle persone nella regione di Kosice e in quella ungherese di Borsod-Abauj-Zemplen.

Il romaní (o romanes) è una lingua indoeuropea parlata oggi da una parte di rom e sinti, ed è l’unica lingua indoaria che è parlata quasi esclusivamente in Europa fin dal Medioevo. È una lingua che la maggior parte dei linguisti ritiene discenda dalle parlate popolari dell’India del Nord. Oggi è lingua minoritaria riconosciuta in Austria, Finlandia, Germania e Svezia, e lingua ufficiale di 79 comuni rurali e della città di Budesti in Romania (fonte Wikipedia).

(La Redazione)

Foto mecem.sk

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