I filosofi di Hitler: in un libro la genesi intellettuale di un’ideologia di morte

Sarà in libreria il 27 febbraio, ad un mese esatto dalle celebrazioni della Giornata della Memoria, il volume di Yvonne Sherratt intitolato “I filosofi di Hitler” (pp. 336, 19 euro) edito da Bollati Boringhieri. Il libro descrive i filosofi che furono al servizio di Hitler nel progetto di dominazione del mondo in una ricostruzione approfondita e documentata.

Il programma politico di quello che di lì a poco si sarebbe chiamato Partito nazionalsocialista tedesco era ben noto fin dal 1925, delineato fin nei particolari nel Mein Kampf, che ebbe da subito una straordinaria fortuna commerciale. Nel 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler, l’ideologia razzista e antisemita del nazismo si imponeva già nelle università e nei centri di ricerca. Molti intellettuali non esitarono a mettersi al servizio del Terzo Reich. Filosofi, scrittori, scienziati, storici, cineasti rafforzarono ideologicamente e politicamente il regime hitleriano. Ma non tutti si comportarono allo stesso modo.

Mentre figure di spicco della cultura come Theodor Adorno, Max Horkheimer, Walter Benjamin, Ernst Cassirer, Hannah Arendt, Karl Löwith, Theodor Lessing, Karl Jaspers e vari altri furono ridotti al silenzio o costretti all’esilio, altri eminenti filosofi , tra i quali spiccano i nomi di Martin Heidegger, Carl Schmitt, Alfred Rosenberg, Wilhelm Grau e Max Boehm, contribuirono nel dare al nazismo una facciata di rispettabilità che gli mancava e che non avrebbe mai dovuto avere. Fu anche grazie al loro concreto appoggio, talora fervido e incondizionato, che il nazismo poté attuare il suo programma criminale quasi per intero. Frutto di anni di ricerche negli archivi internazionali, questo libro affascinante e appassionato ricostruisce minuziosamente il complesso rapporto tra quei filosofi e il nazismo, descrive il loro profilo etico e intellettuale, scandaglia le loro vicende umane fin negli aspetti più torbidi e meno noti. Un libro importante che farà discutere.

Yvonne Sherrat, inglese, ha studiato a Cambridge e insegna attualmente a Oxford. È autrice di “Adorno’s positive dialect” (2002) “Continental Philosophy of Social Science” (2006). “I filosofi di Hitler” è il suo primo libro tradotto in italiano.

(Fonte Aise)

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