*UN ANNO FA* – Scienziati slovacchi studiano recupero aree radioattive per la NATO

Articolo uscito in origine su Buongiorno Slovacchia il 01/02/2013

La NATO ha invitato lo scienziato slovacco Martin Hajduch per l’avvio di un progetto all’interno del suo programma Science for Peace. Il progetto dovrà concentrarsi sul ripristino e rilancio delle aree che sono state colpite da radioattività in seguito ad incidenti di centrali nucleari o di zone che potrebbero essere colpite da attentati terroristici radioattivi. La NATO ha chiamato Hajduch, che lavora presso l’Istituto di Genetica e Biotecnologia delle Piante presso l’Accademia slovacca delle scienze (SAV) nella città di Nitra, dopo aver appreso dei suoi studi nella zona di Chernobyl, in Ucraina. Il team di Hajduch aveva fatto una analisi della flora nell’area di Chernobyl, colpita nel 1986 dal più vasto incidente nucleare mai accaduto, flora che, nonostante le estreme condizioni di un suolo altamente impregnato di radioattività, aveva comunque continuato a svilupparsi grazie, secondo gli scienziati, ad un meccanismo di difesa antitossico già usato milioni di anni fa. Il team di Hajduch ha fatto anche recentemente una scoperta sulle proteine del grano utile ad identificare precocemente la celiachia.

La squadra è ora al lavoro per il recupero delle zone colpite da radioattività, utilizzando la possibilità di crescervi diversi tipi di piante, in particolare di specifiche piante oleaginose.

Martin Hajduch – TEDx Bratislava

Why do plants grow in the radioactive soil of Chernobyl?

(La Redazione)

Foto MarcWathieu@flickr

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