Il Premier Fico: scioccati da sviluppi in Ucraina; stop alla violenza, bisogna aprire un dialogo

Con una nota diffusa dal suo ufficio stampa venerdì scorso [prima che gli scontri raggiungessero lo stato avanzato in atto in queste ore – ndr], il Ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajcak ha criticato la nuova e controversa normativa approvata dal Parlamento ucraino e le modalità con le quali è avvenuta.

Il 16 gennaio il Parlamento ucraino – senza alcuna discussione – ha approvato una serie di leggi anti-protesta che introducono responsabilità penale per atti di estremismo, atti vandalici a monumenti militari e diffamazione di funzionari politici. Inoltre, tutte le organizzazioni che ricevono denaro dall’estero, inclusa la Chiesa greco-cattolica, devono obbligatoriamente essere registrate come ‘agente straniero’.

Lajcak ha sottolineato nella nota come gli sviluppi presi a Kiev non siano affatto favorevoli a raggiungere la riconciliazione nazionale, o per la ricerca di una soluzione alla crisi politica in corso nel Paese. La Slovacchia spera, ha scritto il ministro, che l’Ucraina non si allontani dal percorso di una più stretta cooperazione e partenariato con l’Unione Europea.

Con il peggioramento della situazione a Kiev, anche altri rappresentanti politici slovacchi hanno fatto sapere la loro. Il candidato alla presidenza Pavol Hrusovsky (sostenuto da KDH, SDKU-DS e Most-Hid) ha detto lunedì che le circostanze sulle piazze ucraine stanno cominciando a divenire insopportabili, e la Slovacchia non dovrebbe tacere su questo. Allo stesso modo in cui i paesi occidentali ci hanno aiutato durante il totalitarismo comunista, ha sottolineato Hrusovsky, «è nostro dovere aiutare la gente in Ucraina». Lui invita gli ucraini a persistere, «perché la democrazia non arriva gratis». Hrusovsky ha criticato le leggi di recente adozione in Ucraina, che limitano il diritto di protesta e la libertà di parola. Sono non-democratiche, e un reale tentativo di introdurre il totalitarismo, ha detto. Ma intanto i tre più alti funzionari dello Stato in Slovacchia – il Presidente Ivan Gasparovic, il Presidente del Parlamento Pavol Paska e il Primo ministro Robert Fico – stanno a guardare, ha rimarcato Hrusovsky, e mantengono il silenzio sulla questione. Se la situazione in Ucraina dovesse peggiorare, ha ricordato, ci potrebbero essere gravi conseguenze di sicurezza ed economiche sulla Slovacchia. Un appello al Premier Fico a prendere posizione sulla situazione a Kiev è stato fatto stamane anche dal leader SDKU-DS, il governatore della Regione di Bratislava Pavol Freso.

E proprio oggi 22 gennaio è arrivato anche un messaggio del Primo ministro, impegnato a Senkvice (un comune poco fuori della capitale) per la riunione settimanale del suo esecutivo. Fico si è detto scioccato, e con lui l’intera compagine del governo, per l’evoluzione della situazione in Ucraina. È il nostro maggior vicino, con il quale abbiamo molto in comune, e «riteniamo assolutamente inaccettabile la morte di tre manifestanti dopo l’intervento delle forze armate», ha detto secondo quanto diffuso dall’ufficio stampa dell’Ufficio di Governo.  Fico, facendo un appello ai protagonisti dei recenti fatti, ha espresso la speranza che tutti si asterranno da qualsiasi forma di violenza. Il Premier ha invitato le autorità ucraine a «rispettare il diritto dei cittadini di radunarsi».

Non è il confronto con la forza, ma il dialogo con i manifestanti e l’opposizione che può aiutare a risolvere la situazione di tensione, ha detto il Premier, e «avvertiamo che la presa di tali misure significherebbe un’ulteriore escalation di violenza che renderà impossibile risolvere i problemi al tavolo dei negoziati».

(Red, Fonte Tasr)

Foto Nato_vlada.gov.sk

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