Hamsik: mio record di 16 gol ancora imbattuto in Slovacchia

In una intervista al Corriere della Sera, dove si dice contento di essere rimasto a Napoli, con il quale ha firmato poche settimane fa fino al 2016, il neo capitano “Marekiaro” Hamsik afferma che il calore dei tifosi azzurri è uno dei fattori che lo hanno trattenuto sotto il Vesuvio, decisione della quale, dice, non è per nulla pentito. Marek dice di accettare il suo ruolo di persona pubblica, e spiega che come idolo di una tifoseria è giusto tenere un atteggiamento sempre il più possibile corretto, anche se esternamente si ha un aspetto da bullo, come lui con la cresta da mohicano e tatuaggi ovunque.

Hamsik ricorda i suoi inizi, e come il padre, calciatore anch’egli, lo ha aiutato in carriera. Lo ha iscritto alla scuola di calcio a 4 anni e lo ha sempre seguito. Addirittura, nel 2002 arrivò a pagare al figlio quindicenne il passaggio alla squadra dello Slovan Bratislava, che soldi non ne aveva, e per farlo vendette anche la macchina.

Quando aveva 11 anni, lo slovacco segnò addirittura 16 gol in una sola partita. Quello, ha detto, «è ancora un record al mio paese. La partita finì 31-0. E non durava nemmeno 90’, ma mezz’ora». Già un piccolo fenomeno, osserva l’intervistatore. «O loro erano parecchio scarsi», ha ribattuto Hamsik.

(La Redazione)

Foto Formware/flickr

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