28 ottobre, indipendenza della Cecoslovacchia. SDKU, facciamola festa nazionale

Ieri, 28 ottobre, ricorreva il 95° anniversario della costituzione della Cecoslovacchia, avvenuta nel 1918 grazie all’incessante lavoro diplomatico nelle capitali europee e non solo dei tre “padri fondatori” della patria: Masaryk, Beneš e Štefanik che approfittarono della sconfitta dell’Austria-Ungheria nella prima guerra mondiale per far emergere la necessità di creare un nuovo Stato per le popolazioni ceche e slovacche. I due popoli si liberarono così in un colpo solo di chi li governava – gli austriaci in Boemia e Moravia e gli ungheresi in Slovacchia.

Si è più volte ricordato come l’Italia di allora abbia avuto un ruolo cruciale nella fondazione del nuovo Stato, con il capo del governo del Regno d’Italia Orlando che fu tra i primi a riconoscere i suoi diritti.

L’indipendenza della Cecoslovacchia fu proclamata ufficialmente a Praga il 28 ottobre 1918, e gli slovacchi si unirono ufficialmente al nuovo Stato due giorni dopo nella città di Martin. Fu adottata una costituzione temporanea e Tomaš Masaryk fu dichiarato Presidente il 14 novembre. Il Trattato di Saint Germain, firmato nel settembre 1919, riconobbe formalmente la nuova repubblica. La Rutenia fu in seguito annessa alle terre ceche e alla Slovacchia con il Trattato del Trianon (giugno 1920), che aveva tolto all’Ungheria i due terzi del suo territorio, una questione che brucia ancora in alcune frange del popolo magiaro.

Il partito slovacco di centrodestra SDKU-DS, oggi all’opposizione, ha presentato lunedì al Parlamento una proposta legislativa per fare del 28 ottobre un giorno festivo. Se non fosse per quella prima Repubblica Cecoslovacca, ha detto in una conferenza stampa il deputato Ludovit Kanik, non saremmo qui come rappresentanti del Parlamento slovacco e della Repubblica Slovacca.

Avendo avuto lo slovacco Milan Rastislav Štefanik un ruolo decisivo nella creazione di quello Stato, la giornata dovrebbe essere dedicata alla sua grande opera diplomatica. Essendo tuttavia già troppi i giorni di festività nazionale, Kanik propone di fare uno “scambio”, cancellando il Giorno della Costituzione (1° settembre 1992) che diventerebbe lavorativo.

(Red)

Foto: Beneš, Masaryk, Štefanik (da-czechsinexile.org)

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