I benedettini portano a Bruxelles la disputa sulla proprietà di Rusovce

I monaci benedettini dell’Arciabbazia di Pannonhalma, in Ungheria, hanno deciso di rivolgersi al Parlamento Europeo per ottenere sostegno nel lungo contenzioso sulla proprietà del Castello di Rusovce, poco fuori la capitale slovacca Bratislava vicino al confine ungherese. Il governo slovacco ha intenzione di restaurare il complesso per farne una sede di rappresentanza e ha stanziato 40 milioni di euro per le riparazioni atte a ospitare numerosi eventi di alto profilo durante la presidenza UE della Slovacchia prevista per la seconda metà del 2016.

Questo progetto avrebbe indotto il Superiore generale della Congregazione Asztrik Varszegi a inviare una lettera a Bruxelles affermando che sia l’ex Cecoslovacchia che la moderna Slovacchia non hanno rispettato il volere espresso nel testamento del nobile ungherese Elemer Lonyay e della moglie, la principessa belga Stephanie, che lasciarono in eredità il palazzo e i terreni circostanti alla Congregazione ungherese dell’Ordine di San Benedetto, al tempo competente nel territorio di Bratislava. La proprietà degli edifici è stata reclamata dai monaci che dopo inutili tentativi con i tribunali nel Paese si sono recentemente rivolti alla Corte europea per i Diritti umani (ECHR). Se i piani governativi dovessero essere confermati e portati a termine fino al 2016, i rappresentanti dei singoli stati membri dell’UE, si spiega nella missiva, si troveranno a sostenere indirettamente il governo slovacco nella controversia.

I benedettini contestano la proprietà allo Stato slovacco, che l’ha presa in carico dalla precedente amministrazione comunista, sin dal 1994, poco dopo la creazione della Slovacchia indipendente. Il Tribunale regionale di Bratislava respinse la domanda dell’ordine nel 2011, sentenza annullata in seguito dalla Corte Suprema nell’ottobre 2012.

Il castello/palazzo di Rusovce, con 13,5 ettari di terreno circostante, un parco e un edificio un tempo atto a scuderie, non è occupato al momento ed è in condizioni rovinose. Lonyay e la principessa Stephanie, vedova del principe ereditario Rodolfo d’Austria-Ungheria, vissero lì fino all’inizio del 1945. Lonyay morì l’anno successivo a Budapest e lasciò la tenuta ai benedettini che avevano dato rifugio a lui e alla moglie a Pannonhalma nelle ultime settimane della seconda guerra mondiale. Nel 1947, a seguito del trattato di pace di Parigi, l’Ungheria dovette cedere l’area alla Cecoslovacchia, e il successivo governo comunista la pignorò nel 1948.

(La Redazione)

foto gerebics-lajos@panoramio

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