Sussidi parentali: rivista la legge, soldi solo ai genitori che si curano dei figli in maniera adeguata

Dopo l’approvazione in Parlamento giovedì di una nuova legislazione, i sussidi parentali pagati alle lavoratrici madri di neonati e bambini piccoli saranno forniti con una serie di condizioni più rigide. Il Ministero del Lavoro, Affari sociali e Famiglia, nella persona del Segretario di Stato Jozef Burian, aveva spinto per abolire i benefit per le madri che lavorano part-time, ma la mossa ha portato un’ondata di critiche dall’opposizione e dal pubblico nei mesi scorsi e il governo aveva deciso di cancellare la clausola.

Il testo di legge approvato, che dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2014, consentirà ora di fornire sussidi soltanto ai genitori che si prendono cura dei figli direttamente e in misura adeguata, escludendo, ad esempio, coloro ai quali i figli sono stati presi in custodia dagli assistenti sociali. Inoltre, i sussidi saranno forniti fino al terzo anno di età del bambino, o fino al sesto anno per bimbi di salute carente. È anche più ampia la gamma di situazioni nelle quali l’ufficio preposto può decidere di revocare gli aiuti se rileva che i genitori li usano per scopi diversi da quelli previsti.

Il contributo aumenterà, in conformità con l’aumento del livello di sussistenza, da 199,6 a 203,2 euro al mese, e la normativa prevede facilitazioni per le famiglie nella richiesta di sussidio.

(Red)

Foto  da flickr

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