Il film Leone d’oro all’XI MittelCinemaFest di Bratislava / 2-6.12.2013

Il festival centro-europeo del cinema italiano porterà a Bratislava pellicole di recentissima produzione e come sempre di grande qualità. Con la collaborazione dell’Istituto Luce Cinecittà – leggendaria istituzione italiana legata indissolubilmente a tutti i grandi nomi del cinema tricolore – e a Film Europe – società leader centro-europea nell’ambito del cinema e della televisione – il festival propone film d’eccezione come il “Sacro GRA” vincitore del Leone d’oro alla Biennale del Cinema di Venezia 2013, o il nuovo film di Paolo Sorrentino dedicato a Roma, città eterna con un passato glorioso e tuttavia sempre aperta ad accogliere le nuove tendenze culturali.

Questa edizione del festival farà immediatamente seguito alla rassegna – organizzata in collaborazione con la Cineteca nazionale slovacca –  dedicata a Federico Fellini del quale quest’anno ricorre il ventennale della scomparsa, ed il riferimento a questo pilastro della cinematografia mondiale, nell’XI MittelCinemaFest, è riscontrabile sia nei 2 lavori di Gianfranco Rosi e Paolo Sorrentino, menzionati sopra, che nel poetico film di Ettore Scola “Che strano chiamarsi Federico”, un racconto sognante e nostalgico che ricostruisce in modo volutamente teatrale il rapporto tra Scola e Fellini.

Film, invece, come gli “ Gli Equilibristi” di Ivano de Matteo (film vincitore del David di Donatello 2013 per Valerio Mastandrea come Migliore attore protagonista) o “Viva la libertà” di Roberto Andò (film vincitore del David di Donatello 2013 sempre per Valerio Mastandrea come Migliore Attore non protagonista – e la Miglior Sceneggiatura) ci ricordano che il cinema italiano dell’ultimo periodo parla di noi, di quello che siamo, riflettendo il sentimento di disorientamento che attraversa un po’ tutto il mondo nel quale l’affievolimento dei valori collettivi, la crisi sociale e politica mettono a dura prova la fragilità delle nostra esistenze.

Il cinema italiano è, anche in quest’edizione, specchio dell’immaginario collettivo che sul grande schermo si rivela con più immediatezza che in altri media.

Le storie raccontate toccano vari aspetti della società italiana: lo stereotipo della contrapposizione tra diverse realtà regionali, il rapporto tra città e provincia, tra generi e generazioni, tra lingua e dialetto, la precarietà del mondo del lavoro, i nuovi scenari dettati dai vari cambiamenti epocali. Ne viene fuori un mosaico variopinto nel quale noi, come cittadini dell’Europa, non possiamo che riconoscerci.

Il Festival, organizzato a Bratislava dall’Istituto Italiano di Cultura, diventato un appuntamento immancabile per gli amanti centro-europei del cinema della penisola, farà tappa anche a Budapest, Praga e Cracovia.

(IIC Bratislava)

Foto zetson@flickr

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