Quando la troika scoppia

Gli “uomini in nero” della troika sono a un passo dal divorzio. A tre anni di distanza dalla sua creazione, fuori da ogni ambito giuridico previsto dai trattati europei, questo organo a tre teste che doveva guidare i programmi di riforma dei paesi a rischio default all’interno della Zona Euro è scosso da forti tensioni. Al punto che a Bruxelles è iniziato il dibattito sul post-troika.

L’impopolare troika, istituita in occasione del bailout della Grecia nel maggio 2010, lavora oggi con i governi di altri tre paesi membri dell’Eurozona: Portogallo, Irlanda e Cipro. È ancora la troika a redigere l’elenco delle economie da fare, delle riforme strutturali e delle privatizzazioni che un paese deve impegnarsi a realizzare se intende ottenere, in cambio, un mega-prestito per scongiurare il default. L’Fmi offre agli europei anche consigli sulla riforma del settore bancario spagnolo. In tre anni questa struttura dal funzionamento opaco è diventata il simbolo di una gestione autoritaria della crisi, nella quale le capitali della zona euro si trovano con le spalle al muro, costrette a realizzare le riforme respinte da un gran numero di cittadini, se vogliono evitare di fallire.

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(Ludovic Lamant, Mediapart-Parigi, via Presseurop.eu)

Foto Paul kam_p0lk4m/flickr

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