Mons. Bezak va in Italia, poi forse in Inghilterra

Dopo oltre un anno dalla sua deposizione quale arcivescovo di Trnava, avvenuta per ordine vaticano il 2 luglio 2012, mons. Robert Bezak è diretto verso l’Italia, dove si pensa che passerà i prossimi dodici mesi, e poi potrebbe decidere di chiedere il trasferimento in Gran Bretagna. Si era speculato mesi fa che la sua destinazione avrebbe potuto essere un monastero di Bussolengo, vicino a Verona, dove l’ordine redentorista al quale appartiene il prelato gestisce il Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso.

La notizia è stata comunicata dallo stesso arcivescovo emerito, come è tutt’ora indicato sul sito della Conferenza episcopale slovacca (KBS), pur senza avere di fatto un incarico reale, mentre riceveva venerdì 11 ottobre la cittadinanza onoraria della città di Prievidza (regione di Trencin), circondato, ha scritto Pluska.sk, da centinaia di suoi sostenitori, molti dei quali gli hanno chiesto l’autografo.

Bezak, che è nato nella vicina località di Handlova, si è comunque mantenuto vago sul suo futuro. Anche se andrà all’estero, ha comunque tenuto a precisare quanto tenga cara la sua Slovacchia.  Prievidza, dove era accompagnato dagli anziani genitori visibilmente emozionati, è stato uno dei sempre più radi appuntamenti pubblici ai quali il sacerdote, che aveva già la cittadinanza onoraria di Trnava, prende ormai parte. Il padre Jozef, 81enne, avrebbe detto di sperare nel Santo Padre Francesco, auspicando che voglia incontrare il figlio. Solo lui, ha detto, può cancellare l’atto di deposizione firmato da Benedetto XVI.

Alla rimozione del vescovo, che era molto popolare, fece seguito un’ondata di polemiche che rimangono tutt’ora vive, almeno in parte. Qualcuno ha sostenuto che la sua cacciata fosse dovuta ai suoi modi molto liberali e poco “ortodossi” (dal modo di parlare a quello di vestire, oltre alle frequentazioni e i collaboratori scelti) e chi invece attribuisce la caduta in disgrazia alle sue denuncie di irregolarità in alcune operazioni finanziarie compiute da alti ufficiali della Chiesa in Slovacchia, in particolare il suo predecessore mons. Jan Sokol.

(Fonte Pluska, Tasr)

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