Governo, accordo per aumenti salariali nel settore pubblico; priorità alla scuola

È stato raggiunto nella sera di lunedì 8 ottobre un accordo, dopo diversi incontri senza sbocco, tra i rappresentanti dello Stato e i sindacati sul livello di aumento degli stipendi base dei dipendenti delle amministrazioni pubblica e quella centrale. Dal prossimo anno i salari dovrebbero così salire di una media di 16 euro al mese per persona, equivalente al 2%. Il provvedimento, che andrà a ritoccare le buste paga di 343mila lavoratori, avrà un costo complessivo per le casse pubbliche di 89 milioni di euro, 28 dei quali a carico delle amministrazioni autonome.

Il compromesso è stato raggiunto quando la Confederazione dei sindacati (KOZ), che chiedeva un incremento pari al 4,2% dopo tre anni di blocco, ha convenuto di accettare comunque la nuova proposta del Ministro delle Finanze Kazimir, inizialmente fermo su un’offerta dell’1,7%. Kazimir si è detto tranquillo sullo stato delle finanze pubbliche, e ha assicurato che la tendenza al miglioramento che si registra attualmente permetterà di coprire l’aumento con un certo margine per il prossimo anno.

Rimangono aperti, tuttavia, altri temi specifici per i lavoratori pubblici, come al durata delle ferie o l’orario di lavoro, per i quali i rappresentanti delle due parti continueranno a negoziare.

I lavoratori delle scuole avrebbero maggiori vantaggi rispetto ai loro colleghi dell’amministrazione pubblica – inclusi gli operatori ospedalieri e i militari. I 36mila insegnanti e personale scolastico hanno ricevuto una offerta di aumento più alta, che è stata approvata dal Consiglio dei ministri mercoledì. Agli insegnanti delle scuole materne, scuole elementari e del dopo-scuola è stato riservato un aumento del 5%, che si tradurrà in media in una somma pari a 42 euro al mese (lordi) a partire da gennaio 2014. Inoltre, gli insegnanti che fanno straordinari possono ottenere un punto percentuale in più. E, dice il Ministro dell’Istruzione Caplovic, i 35 milioni di euro stanziati sul bilancio 2014 per gli insegnanti motivati, potrebbe far crescere nel complesso gli stipendi di alcuni di loro anche del 10%. Ai docenti universitari, poi, è riservato un ulteriore 3% dal 2014 .

(Red)

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