Slovak Telekom, lo Stato venderà l’operatore con o senza Deutsche Telekom

La Slovacchia sta andando avanti con l’idea di vendere la sua quota del 49% nell’operatore di telecomunicazioni Slovak Telekom, a prescindere dall’interesse o meno del socio di maggioranza Deutsche Telekom ad esercitare la sua opzione di prelazione. Il Ministero dell’Economia, che gestisce la partecipazione statale nella società, discute da mesi con Deutsche Telekom, ma il gruppo tedesco non ha ancora deciso che fare. La quota dello Stato potrebbe fruttare, secondo quanto hanno pubblicato in passato sui media slovacchia, tra i 600 e gli 800 milioni di euro. Una tale somma potrebbe essere la chiave a disposizione del governo per andare a finanziare la creazione di un assicuratore sanitario unico, a gestione pubblica, che il governo ha in programma per il prossimo anno con l’acquisto (anche tramite una nazionalizzazione forzata, se necessario) dei due assicuratori privati del settore sanitario: Dovera e Union. Questi fanno capo al gruppo finanziario ceco-slovacco Penta il primo e all’olandese Achmea il secondo, ed entrambe le case madri si sono opposte fino ad ora con forza all’eventualità di una vera e propria confisca dei propri asset. Achmea ha pure intentato, e vinto, una causa di arbitrato europea per la violazione da parte slovacca di un accordo bilaterale sugli investimenti siglato con i Paesi Bassi. In seguito alla sentenza sono stati sequestrati 29,5 milioni di euro alla Repubblica Slovacca in forma di beni situati sul territorio del Lussemburgo, sede dell’arbitrato.

Secondo il quotidiano finanziario Hospodarske Noviny il ministero e Deutsche Telekom stanno al momento negoziando sulla politica di suddivisione dei dividendi della società di telecomunicazioni slovacca, una questione che in passato ha portato i due ai ferri corti, e si prevede la stesura di un memorandum per dirimere la cosa.

La decisione di mettere in vendita l’ex monopolista Slovak Telekom era venuta al precedente governo di centro-destra guidato da Iveta Radicova, ma era poi stato messo in stand-by per la fine anticipata dell’esecutivo. Per la compagine monocolore socialdemocratica di Robert Fico si tratterebbe della maggior opera di privatizzazione. Al momento della vendita della quota di maggioranza, nel 2002 (al governo c’era Dzurinda), lo Stato ha incassato circa 900 milioni di euro, e altri 600 sono arrivati dai dividendi di questi dieci anni. Secondo l’ex ministro Juraj Miskok (SaS), il valore della partecipazione varrebbe anche oltre il miliardo di euro.

(La Redazione, Fonte Hospodarske Noviny)

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