Migrantes: presentato il Rapporto Italiani nel Mondo 2013

Per l’ottavo anno consecutivo la Fondazione Migrantes ha presentato giovedì a Roma il Rapporto Italiani nel Mondo 2013. A partire da questa edizione la Fondazione Migrantes inaugura una nuova stagione rinnovando il rapporto nella sua veste editoriale oltre che nella sua struttura interna. Al centro dell’indagine sono i migranti italiani di ieri e di oggi, coloro che possiedono la cittadinanza italiana e il passaporto italiano ma vivono fuori dei confini nazionali, coloro che votano dall’estero, quelli che nascono all’estero da cittadini italiani, quelli che riacquistano la cittadinanza, coloro che si spostano per studio o formazione, coloro che vanno fuori dall’Italia per sfuggire alla disoccupazione o perché inseguono un sogno professionale. Sono gli italiani che si lasciano alle spalle il Belpaese per amore, ma sono anche i tanti italiani che dalle regioni del Sud si spostano al Nord ancora per lavoro, per studio o per esigenze familiari e/o di coppia.

Dietro i numeri ci sono le storie, belle e meno felici, facili e difficili, di realizzazione o di perdita, di riuscita o con un triste epilogo. A tutte queste persone guarda il Rapporto partendo dai numeri aggiornati per poi fermarsi ad argomenti vari e molteplici: studi sullo sviluppo della lingua italiana nel mondo ed in particolare in paesi come il Camerun; la presenza degli italiani in alcuni paesi come la Cina, il Vietnam, la Crimea, i Paesi Bassi, l’Egitto, Haiti; i grandi architetti italiani nel mondo; l’emigrazione italiana nel mondo proveniente dal Trentino, dall’Emilia Romagna, dal Lazio, da Lucca o da Palermo con il suo porto. Il Rapporto si concentra anche su figure della Chiesa del passato, legate alla mobilità italiana, descrivendole e attualizzandole, dando modo così al lettore di sentirne la modernità e la vitalità.

Nel 2013 l’attenzione è posta su Santa Francesca Saveria Cabrini, una santa moderna e prima santa statunitense, per la capacità di contrastare la secolarizzazione tra gli emigranti, per uno stile nuovo di evangelizzazione in emigrazione, per la valorizzazione della comunicazione a tutela dei diritti dei migranti e contro ogni discriminazione, per la libertà nell’amministrazione dei beni a favore dei poveri emigranti, per la fedeltà alla Chiesa. E ancora la figura di Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che ha iniziato il suo ministero negli anni Settanta tra gli emigranti italiani in Germania. Attualmente sono 615 gli operatori specificatamente in servizio per gli italiani (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore, sacerdoti in pensione) presenti in 375 Missioni Cattoliche di Lingua Italiana distribuite in 41 nazioni nei 5 continenti. A questi si unisce il generale “mondo della missionarietà”: circa 10 mila operatori tra presbiteri, consacrati/consacrate, e laici/laiche.

Del volume di oltre 500 pagine al quale hanno collaborato 50 autori con 40 contributi ed approfondimenti dall’Italia e dall’estero, la Fondazione Migrantes si augura che divenga sempre di più un sussidio educativo e che la sua funzione pedagogica sia riconosciuta non solo per le notizie contenute, ma anche per la metodologia multi e interdisciplinare adottata e per i valori della transnazionalità e dell’interculturalità in esso contenuti.

Nelle considerazioni generali poste in apertura del volume sono elencati i quattro propositi del Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo 2013: l’Attenzione ai giovani e alla loro mobilità. Decidere di emigrare oggi non deve essere un allarme sociale, ma una valida opportunità di crescita data soprattutto ai più giovani o, comunque, a quelle persone che vogliono percorrere strade diverse e mettere alla prova se stessi.

Cittadinanza e diritto di voto. Il tema è talmente interessante che si è voluto dedicare uno specifico spazio in questa edizione del Rapporto Migrantes per cercare di rispondere a come sia possibile conciliare la tolleranza alla “cittadinanza plurima” necessaria in un contesto globale rispetto all’applicazione normativa della cittadinanza e dei diritti che da essa derivano.

L’immagine dell’Italia e della mobilità italiana nei mass media. È necessario curare maggiormente l’immagine dell’Italia sia per quanto riguarda i mass media italiani che per quelli internazionali e occorre pensare alla formazione di una classe giornalistica attenta, capace e soprattutto formata e specializzata capace e specializzata in politica estera.

Non dimenticare gli emigranti e le loro famiglie in difficoltà, sono volti di una “crisi” che attraversa in modo diverso le nostre città, famiglie e nuove generazioni, che non possono essere dimenticate.

(Raffaele Iaria, via migrantesonline.it)

Illustrazione: Buongiorno Slovacchia

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